La perfezione può essere un difetto?

relax arteferretto

Terminate le intense giornate lavorative in prossimità delle feste natalizie, finalmente un po’ di relax.

Il relax, per me, è anche la libertà di immergermi in qualche bel film o in un libro di mio interesse. In entrambi i casi, mi piace estrapolare spunti di riflessione che a volte mi accompagnano nella loro elaborazione per parecchio tempo.

 

Uno spunto dei più recenti riguarda il concetto di perfezione.

Che cos’è la perfezione? Possiamo semplificarne il concetto con l’affermazione “assenza di difetti”?

E gli stessi concetti sono validi sia per le cose che per le persone?

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Come cambia il valore tra una cosa perfetta e una imperfetta?

Il concetto di perfezione può essere associato a quello di omologazione?

Di certo, l’imperfetto non è ugualmente omologabile come il perfetto.

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Penso, in questo periodo, alle statuine del presepe. Quelle ottenute da stampi, ognuna uguale all’altra, tutte perfette. E penso a certi capolavori artigianali, caratterizzati spesso da qualche imperfezione dovuta all’unicità della lavorazione e del materiale utilizzato. Prodotti “non perfetti” e “non omologabili”, quasi sempre “non privi di difetti”… Ma credo che tutti siano concordi nell’affermare che ha più valore questo prodotto imperfetto rispetto ad uno, uguale a mille altri, totalmente privo di difetti.

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Tuttavia, il concetto di perfezione ha talmente tante sfaccettature che torna difficile farne una panoramica sufficientemente esaustiva.

Dall’esempio delle statuine del presepe si potrebbe dedurre che “unicità e imperfezione” sono concetti associabili.

Ma lo è ugualmente quello di “unicità e perfezione”.

Un dipinto, una scultura, un poema… tante forme d’arte che ci hanno consegnato opere uniche e perfette.

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Il David di Michelangelo è un’opera unica, perfetta. Ammirando quest’opera è impossibile non sentirsi pervasi da una pienezza di spirito e dalla consapevolezza dei traguardi raggiungibili dal talento umano.

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In moltissime case è presente una riproduzione di questa scultura, magari acquistata in una bancarella appena dopo aver ammirato l’originale. Queste riproduzioni sono testimonianza di un’emozione, di un’esperienza della quale si desidera tenere vivo il ricordo. E questo, secondo me, è un fatto estremamente positivo.

Ma voglio deviare un po’ dal discorso generale per parlare di una persona che, conosciuta grazie al consorzio di aziende artigiane di Lignum (di cui Arteferretto è tra i soci fondatori), mi ha stupito per l’unicità e particolarità dei suoi lavori. Il suo nome è Claudio e, nel corso di una visita al suo laboratorio, nonostante io sia nel settore dell’artigianato del legno da 40 anni, ha saputo stupirmi con le sue lavorazioni e i suoi bellissimi prodotti.

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Accanto agli intagli su legno, fatti a mano per i mobili classici più pregiati, Claudio coltiva la passione della scultura, ricavando, grazie ad un lavoro certosino, bellissime opere ricche di grande bellezza e fascino.

Ho insistito affinché possa dedicare un po’ più di tempo alla scultura per darmi modo di proporre, seppur limitatamente ai pochi pezzi disponibili, le sue realizzazioni in vendita su Styledesign.

La prima proposta riguarderà una “ispirazione” del David di Michelangelo. E ci teniamo a chiamarla “Ispirazione” perché non si tratta di una riproduzione, più o meno standardizzata, bensì di una propria interpretazione frutto della suggestione che solo l’originale sa trasmettere.

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Ecco, quindi, la grande precisazione che va fatta anzitutto. Quella proposta è un’opera unica, realizzata a mano da un blocco di legno. Qui vi è contenuta tutta la sensibilità di un artigiano che plasma il legno con pazienza e amore, che da ogni nuovo blocco sa ricavare particolari ed espressioni diverse e il volto delle sue creazioni sembrano ricalcare stati d’animo diversi a seconda del momento in cui vengono realizzate.

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Mi sono ripromesso di realizzare un video sulle fasi di lavorazione di queste sculture perché ritengo importante trasmettere a chiunque l’emozione che io stesso ho colto assistendovi.

Un’altra affascinante fase della lavorazione è la finitura a cera che trasforma la scultura in legno facendola apparire come di marmo. E credo che anche in questo caso realizzeremo un video esplicativo.

Il risultato finale è una delle tante sfaccettature della perfezione.

Acquistalo qui.

Opere uniche, perfettamente imperfette.

 

di Franco

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