A ognuno il suo relax

Le persone che lavorano in Arteferretto amano gli animali.
Una conferma in questo senso è il desiderio di “buttar giù” un articoletto per il blog in occasione della presentazione della nuova cuccia “Fuff”.
Di seguito potete leggere le considerazioni di Sara e Silvia.

In certe giornate uggiose, e magari anche nebbiose, non è facile svegliarsi la mattina e iniziare la routine quotidiana.
È ancora più difficile se il letto dove abbiamo riposato è comodo e avvolgente, le coperte caldine e la differenza di temperatura tra “sotto le coperte” e “fuori dalle coperte” è traumatica.
Qui le cose si complicano… non so voi, ma solo a parlarne, tornerei subito a letto!!

 

sonno letto

 

Penso anche a chi di voi, io abitando in appartamento non ho questa fortuna, ha qualche piccolo amico a 4 zampe che gli fa compagnia durante i lunghi sonni…  e chi si alza più!
Immagino qualche amico peloso comodamente posizionato sopra il piumone, qualcun altro amorevolmente rannicchiato sul tappetino accanto al letto o appoggiato alla porta della camera, in attesa che quest’ultima venga aperta dal suo amato umano. Che tenerezza!

 

gatto cane

 

Pensando a questi dolci animaletti che si addormentano un po’ dove capita, pur di stare accanto ai propri padroni, mi è venuta subito in mente l’ultima idea della produzione, di qualche settimana fa: la realizzazione di un comodo rifugio per far passare notti tranquille anche ai piccoli pelosetti di casa.
È nato così, pensando a tutti quei teneri cuccioli,  il nostro nuovo prodotto CAT-01. Un piccolo “cuccio” robusto, ma allo stesso tempo comodo e confortevole, per offrire momenti di relax e sonni sereni anche ai vostri animali da compagnia.
I materiali utilizzati sono di ottima qualità, la verniciatura è a base di acqua, priva di sostanze tossiche, e non abbiamo tralasciato l’estetica, un design raffinato e curato in ogni dettaglio, perché anche l’occhio vuole la sua parte!
Abbiamo anche fatto il test qualità e il prodotto è stato approvato con ottimi apprezzamenti da Stella e Kira, le due cagnoline che ci fanno visita ogni tanto in azienda e che, accompagnate dai loro padroni vengono a prendersi qualche coccola. Loro ne sono state entusiaste e se anche tu vuoi finalmente ripagare il tuo amico peloso per tutte le notti che ha accompagnato i tuoi sonni, beh le cucce Arteferretto sono una bella idea! Personalizzabili in finitura e tessuto, per inserirle facilmente in ogni contesto d’arredo.

Cuccia per gatti e cani di piccola taglia

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Una tigre per amica

dogQuando arriva il momento di rincasare, stanchi e provati dopo una lunga giornata, troviamo sempre un compagno fidato pronto ad accoglierci.
Con le sue feste e il suo entusiasmo contagioso riesce ad allietare la nostra giornata, migliorando il nostro umore e liberandoci dal peso di mille pensieri.

 

tigre-400La mia gatta è proprio così. La perfetta padrona di casa sempre pronta ad accogliermi puntualmente all’ingresso, nel modo più caloroso possibile.
Si chiama Tigre, nome assegnatole per il suo bellissimo manto striato e per il suo peculiare istinto predatore. La sua indole la porta a stare sempre in agguato, pronta ad avvistare ogni potenziale preda che si aggiri nei paraggi. Qualsiasi cosa animata non sfugge dalle sue grinfie e come una tigre si fionda sui poveri malcapitati (topi, uccellini, lucertole… e sì, anche piccoli anatroccoli).

 

Fortunatamente, però, riesce a compensare questo suo lato felino con una smisurata affettuosità.
Chi è convinto che i gatti siano animali individualisti e poco amorevoli, beh, non ha mai conosciuto la mia gatta!
Per lei coccole e carezze non sono mai abbastanza: è una vera dipendenza, ma consente di intensificare il nostro legame. Appena vede un membro della famiglia, la sua immediata reazione è gettarsi con la pancia all’aria e strusciarsi su ogni superficie possibile.

 

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Spesso, mentre sto camminando, si infila tra le mie gambe, tagliandomi la strada di soppiatto e rischiando così di farmi perdere brutalmente l’equilibrio. Questo è il suo modo più sincero di manifestare affetto e fedeltà… anche se in certe occasioni vuole soltanto cibo! Ovunque io mi sposti, lei mi segue come un’ombra, come se volesse perennemente sorvegliarmi.

 

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Ritengo sia davvero una fortuna avere quest’inseparabile amica da ormai quasi 10 anni e cerco sempre di fare del mio meglio per soddisfare tutti i suoi bisogni. Partendo da quelli più essenziali, come mangiare, a quelli più secondari, come spazzolare il suo folto pelo.

Ma c’è un aspetto che forse più di tutti dovremmo imparare a non trascurare per assicurare il benessere e il riposo dei nostri amici a 4 zampe: la scelta della loro cuccia!
Dopotutto è importante saper garantire anche a loro un perfetto e confortevole rifugio dove potersi appisolare e questa cuccia riesce ad essere una soluzione davvero ottimale.

Cuccia per gatti e cani di piccola taglia

Cuccia per gatti e cani di piccola taglia

La generosa imbottitura e il solido telaio in legno la rendono un luogo ospitale e sicuro per gatti o cani di piccola taglia.
Prendersi cura del proprio animale, garantendogli il massimo confort, è una premura che spesso non viene presa adeguatamente in considerazione, ma che risulta fondamentale per giovare alla sua salute e al suo umore.

 

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Pertanto, per dimostrarsi attivi e vitali, continuando a trasmetterci positività e allegria, anche loro necessitano di un ambiente che sia all’altezza dei loro bisogni.
Dotarli di una cuccia adeguata è uno dei tanti modi per ringraziarli di tutto l’affetto che ci regalano ogni giorno.
Farlo con una cuccia come questa, è certamente il modo migliore per farlo.

La perfezione può essere un difetto?

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Terminate le intense giornate lavorative in prossimità delle feste natalizie, finalmente un po’ di relax.

Il relax, per me, è anche la libertà di immergermi in qualche bel film o in un libro di mio interesse. In entrambi i casi, mi piace estrapolare spunti di riflessione che a volte mi accompagnano nella loro elaborazione per parecchio tempo.

 

Uno spunto dei più recenti riguarda il concetto di perfezione.

Che cos’è la perfezione? Possiamo semplificarne il concetto con l’affermazione “assenza di difetti”?

E gli stessi concetti sono validi sia per le cose che per le persone?

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Come cambia il valore tra una cosa perfetta e una imperfetta?

Il concetto di perfezione può essere associato a quello di omologazione?

Di certo, l’imperfetto non è ugualmente omologabile come il perfetto.

1--goccia

Penso, in questo periodo, alle statuine del presepe. Quelle ottenute da stampi, ognuna uguale all’altra, tutte perfette. E penso a certi capolavori artigianali, caratterizzati spesso da qualche imperfezione dovuta all’unicità della lavorazione e del materiale utilizzato. Prodotti “non perfetti” e “non omologabili”, quasi sempre “non privi di difetti”… Ma credo che tutti siano concordi nell’affermare che ha più valore questo prodotto imperfetto rispetto ad uno, uguale a mille altri, totalmente privo di difetti.

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Tuttavia, il concetto di perfezione ha talmente tante sfaccettature che torna difficile farne una panoramica sufficientemente esaustiva.

Dall’esempio delle statuine del presepe si potrebbe dedurre che “unicità e imperfezione” sono concetti associabili.

Ma lo è ugualmente quello di “unicità e perfezione”.

Un dipinto, una scultura, un poema… tante forme d’arte che ci hanno consegnato opere uniche e perfette.

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Il David di Michelangelo è un’opera unica, perfetta. Ammirando quest’opera è impossibile non sentirsi pervasi da una pienezza di spirito e dalla consapevolezza dei traguardi raggiungibili dal talento umano.

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In moltissime case è presente una riproduzione di questa scultura, magari acquistata in una bancarella appena dopo aver ammirato l’originale. Queste riproduzioni sono testimonianza di un’emozione, di un’esperienza della quale si desidera tenere vivo il ricordo. E questo, secondo me, è un fatto estremamente positivo.

Ma voglio deviare un po’ dal discorso generale per parlare di una persona che, conosciuta grazie al consorzio di aziende artigiane di Lignum (di cui Arteferretto è tra i soci fondatori), mi ha stupito per l’unicità e particolarità dei suoi lavori. Il suo nome è Claudio e, nel corso di una visita al suo laboratorio, nonostante io sia nel settore dell’artigianato del legno da 40 anni, ha saputo stupirmi con le sue lavorazioni e i suoi bellissimi prodotti.

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Accanto agli intagli su legno, fatti a mano per i mobili classici più pregiati, Claudio coltiva la passione della scultura, ricavando, grazie ad un lavoro certosino, bellissime opere ricche di grande bellezza e fascino.

Ho insistito affinché possa dedicare un po’ più di tempo alla scultura per darmi modo di proporre, seppur limitatamente ai pochi pezzi disponibili, le sue realizzazioni in vendita su Styledesign.

La prima proposta riguarderà una “ispirazione” del David di Michelangelo. E ci teniamo a chiamarla “Ispirazione” perché non si tratta di una riproduzione, più o meno standardizzata, bensì di una propria interpretazione frutto della suggestione che solo l’originale sa trasmettere.

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Ecco, quindi, la grande precisazione che va fatta anzitutto. Quella proposta è un’opera unica, realizzata a mano da un blocco di legno. Qui vi è contenuta tutta la sensibilità di un artigiano che plasma il legno con pazienza e amore, che da ogni nuovo blocco sa ricavare particolari ed espressioni diverse e il volto delle sue creazioni sembrano ricalcare stati d’animo diversi a seconda del momento in cui vengono realizzate.

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Mi sono ripromesso di realizzare un video sulle fasi di lavorazione di queste sculture perché ritengo importante trasmettere a chiunque l’emozione che io stesso ho colto assistendovi.

Un’altra affascinante fase della lavorazione è la finitura a cera che trasforma la scultura in legno facendola apparire come di marmo. E credo che anche in questo caso realizzeremo un video esplicativo.

Il risultato finale è una delle tante sfaccettature della perfezione.

Acquistalo qui.

Opere uniche, perfettamente imperfette.

 

Piccole Grandi Cose

Piccole Grandi Cose
Piccole Grandi Persone

Si avvicinano le Feste e la memoria dei Natali passati si ravviva di sensazioni ed emozioni che difficilmente si cancellano.
Con un velo di tristezza penso al Natale di 15 anni fa, passato in ospedale con uno dei miei figli a causa di un improvviso attacco di appendicite con conseguente intervento chirurgico.
Quattro giorni, proprio nel fulcro delle feste, passati, tutto sommato, abbastanza serenamente anche grazie all’impegno di alcuni volontari ospedalieri che portavano, oltre al loro sorriso, piccoli e inaspettati doni per i ricoverati.Natale in corsia
Ricordo, poi, un parroco di una vicina parrocchia che improvvisava giochi di prestigio per lo stupore e il divertimento di mio figlio e degli altri piccoli pazienti.

Natale in corsia
Nel corso degli anni, il numero di persone che donano un po’ del loro tempo per iniziative come questa è andato via via aumentando. Questo loro impegno è particolarmente apprezzato per quei piccoli pazienti che necessitano di cure, a volte anche molto lunghe e pesanti.

Natale in corsia
A tutte le persone, includendo medici e infermieri che vedono nel loro lavoro ben più di una semplice occupazione, che si prodigano per alleviare le sofferenze di tanti piccoli ammalati, anche solo strappando un semplice sorriso, va il nostro sincero ringraziamento, la nostra riconoscenza e stima.
Sono persone che hanno capito che un sorriso fa bene al cuore, di chi lo riceve e ancor più di chi lo dona.
A queste persone, agli ammalati, soprattutto i bambini che non potranno trascorrere a casa il Natale
Il nostro pensiero e il nostro augurio più sentito.

La signora Iole

Con grande piacere e un pizzico di orgoglio, su espressa autorizzazione, pubblichiamo una lettera di ringraziamento di una nostra cara cliente.

Lettera cliente Iole

…che poi mi si chiami “Dottore” fa un certo effetto. Grazie, ma non lo sono.
Però sono davvero grato alla signora Iole che, con grande spontaneità ha voluto omaggiarci con i suoi complimenti per il nostro operato.
Non siamo perfetti, nonostante i nostri sforzi di soddisfare sempre al meglio le richieste delle persone che ci danno fiducia.
Qualche incidente di percorso è sempre in agguato.
Il nostro impegno, tuttavia, appare evidente agli occhi delle persone che acquistano da noi e spesso, al termine del processo d’acquisto riceviamo e-mail di ringraziamento.
Quando questi arrivano con il postino, però, è un fatto eccezionale che ci riempie di gioia.
In un mondo ormai abituato a messaggi sbrigativi, e-mail, chat, messaggi quasi sempre sintetizzati da emoticon più che da parole, che ci sia qualcuno che scrive una lettera, che si rechi all’ufficio postale per imbucarla, fa onore a lei ed è estremamente gratificante per noi.
Complimenti e un grandissimo grazie, signora Iole.

Da tutto lo staff di Arteferretto

Un venerdì particolare

È il venerdì nero, il Black Friday.
La festa dell’acquisto, la corsa allo sconto…
Certe persone, in questi frangenti, mi ricordano gli squali.
Non sto parlando di chi vende, bensì di chi acquista.

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Gli squali, quando attaccano, in piena scarica adrenalinica, hanno una membrana che protegge e copre loro gli occhi rendendoli praticamente ciechi.
Quindi, attaccano con grande foga ma senza vedere bene cosa.
Certi acquirenti, in questi giorni consacrati allo sconto, azzannano tutte le occasioni che capitano sulla loro strada, e lo fanno in preda ad una frenesia incontrollata, totalmente cieca…

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E spesso, ciò li porta ad azzannare di tutto, anche ciò che sarebbe meglio evitare.
In occasione del passato Black Friday dimostrai come il venditore online per eccellenza, ovvero Amazon, ebbe a praticare, nel giorno del Black Friday, prezzi mediamente superiori a quelli praticati nei mesi precedenti.
Ma, statene certi, le vendite di Amazon, in questo week end, avranno ugualmente una notevole impennata.
Questo succederà grazie alla membrana umana che rende ciechi tutti quelli che alla parola “Sconto” perdono la capacità dell’intelletto.

Quest’anno non ripeterò l’esperimento con la stessa mole di dati dell’anno scorso. So già come funziona.
Vi riporto solo il caso di un oggetto che ho acquistato su Amazon qualche mese fa e che, essendo ancora in vendita (stesso identico modello) ha subito un “leggerissimo aumento”.

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due

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Magari poi lo sconteranno, ma fino a che punto? Magari lo sconteranno del 50% e chi lo acquisterà andrà fiero del proprio acquisto, e non finirà di ringraziare Amazon…
Ma, anche con lo sconto del 50%, questo fortunato acquirente avrà pagato questo oggetto ad un prezzo superiore a quello che avevo pagato io in un periodo senza saldi e senza sconti.

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Svegliamoci. Impariamo a riconoscere l’onestà commerciale troppo spesso stritolata da colossi dittatoriali che ci impongono quello che vogliono.
E sono davvero bravi perché, gabbandoci, ci fanno pure sentire felici e contenti.

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Noi di Arteferretto non ce la sentiamo, in tutta coscienza, di tenere un comportamento di questo tipo, anche se sarebbe comodo partecipare alla spartizione della torta dopo aver precedentemente preparato il terreno per un’esplosione di sconti davvero eclatante.
Preferiamo dare sempre e comunque le migliori condizioni di acquisto ai nostri clienti.
Da parte nostra ci potrà essere qualche occasione particolare, qualche incentivo in alcuni periodi dell’anno… ma non succederà mai che un nostro cliente ci accusi di avergli venduto un prodotto il cui prezzo non ne rispecchia il valore.
La nostra filosofia nel lavoro di tutti i giorni è quella di mettersi nei panni del cliente.

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Realizziamo i mobili come se li dovessimo mettere in casa nostra. Applichiamo i prezzi e le condizioni migliori possibili come ci piacerebbe poterle avere se fossimo noi a fare l’acquisto. Trattiamo il cliente come a noi piacerebbe essere trattati quando facciamo un acquisto, ovvero con gentilezza, cortesia, trasparenza e sincerità.
Questo è il nostro modo di lavorare.
Lo so, non abbiamo certo la forza e i numeri di certi negozi online…
Ma la qualità dei nostri clienti è unica, perché i nostri clienti sono quelli che percepiscono e capiscono il nostro modo di fare, e fanno le proprie scelte senza nessuna membrana che copre loro gli occhi.

 

Arteferretto logo dorato

 

Un BUON motivo per brindare?

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Lo si trova sempre.
Che sia per una laurea, un compleanno, una nascita, o semplicemente un ritrovo fra amiche.
Perché brindare è sinonimo di festa, allegria, divertimento.

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Le Feste di Natale sono già in sé e per sé un ottimo motivo per proporre diversi brindisi che talvolta mettono a dura prova la nostra capacità di “reggere” (e non mi riferisco soltanto ai noiosi discorsi dei parenti!).

Siccome ci teniamo alla felicità dei nostri clienti, ti diamo ben 3 BUONI MOTIVI CONCRETI per ordinare un nostro mobile e brindare in compagnia durante le prossime feste natalizie:

Consegna GRATUITA
Consegna ASSICURATA entro NATALE
 … e… il VINO lo OFFRIAMO NOI!

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KEEP CALM

Mettiti comodo, scegli il tuo mobile e acquistalo senza spendere nulla per la consegna: a tutto il resto ci pensa Styledesign.
Riceverai il tuo mobile entro Natale e potrai così preparare la tua casa per le feste, mostrando con orgoglio il tuo acquisto ad amici e parenti.

 

E quale pretesto migliore per mettere in tavola una bottiglia del nostro Raboso di Merlara o per brindare con un buon Prosecco di Conegliano?
Non è finita qui, perché ti regaliamo anche la “chicca”: una graziosa decorazione natalizia confezionata direttamente da noi ragazze dello Staff Styledesign by Arteferretto, che contribuirà a dare un tocco di magia natalizia alla tua casa.

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Più BUONI motivi di questi…!

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P.S. A Babbo Natale non resta che farci trovare sotto l’albero tanti clienti contenti e soddisfatti! 😉

È il momento di portare le piante in casa

Freddo fuori e caldo dentro: è il momento di portare le piante in casa.

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Vi piace curare le piante? Vedere del verde in casa vi rilassa?
Allora adornate di vasi i vostri interni, non siate timorosi!
I lati negativi? Vasi sporchi, poco belli da vedere, acqua stagnante, pericolo di urtarli camminando…
Beh, tutto questo può succedere se non utilizzate un portavasi che adorna con gusto le vostre belle piante.
Ce ne sono di varie dimensioni e fogge: dalle più semplici colonne, ai più decorati piedistalli fino a quelli con ruote (perché si sa che la praticità non è mai abbastanza).

 

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La colonna portavasi in legno dallo stile lineare è perfetta per chi desidera un piedistallo che non dia nell’occhio e faccia solo il suo dovere, cioè sorregga stabilmente vasi di fiori e piante e possa essere poi ri-utilizzato come porta casse o pratico ripiano quando le piante saranno portate all’esterno.

 

 

DB9_styl1Lo stile classico ed elegante contraddistingue il vostro arredamento?
Il portavasi non deve assolutamente essere da meno: gambe dolcemente curve e perfette rotondità. Dona il meglio di sé nelle tinte classiche e renderà i vostri vasi davvero chic.

 

 

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Se le vostre piante sono protagoniste, altrettanto lo deve essere il portavasi che le sorregge e ne fa bella mostra nella vostra casa. Tavolino alto con intagli sottolineati dal prezioso oro, una favola per i vostri vasi in casa. E poi, quando le piante saranno posizionate altrove, il portavasi diventa un tavolino alto portalampada che risplenderà grazie all’oro dei dettagli.

 

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Vi piace spostare l’angolo verde di stanza in stanza? Allora la fioriera giusta deve avere le ruote così da essere movibile. Meglio ancora se ovale e somiglia a un balcone di casa, dove disporre in modo grazioso piante verdi e fiori, che possono far cadere i loro rami fino al secondo piatto. Uno spettacolo davvero bello e dinamico!

 

 

L’angolo verde in casa è un modo per arredare perché è piacevole entrare nel proprio salotto e trovare un vaso di piante verdi o fiori lì per te, è un modo per alleggerire gli occhi, staccare dalla monotonia dell’arredamento e guardare un pezzettino di natura viva dentro le mura domestiche.

Una foto, una metafora

Avevo una ventina d’anni e mi trovavo a Pesaro, per svolgere il servizio di leva allora obbligatorio. Dai jukebox si alzavano le note di “Storie di tutti i giorni” di Riccardo Fogli, fresco vincitore del festival di Sanremo.

Era freddo. La primavera non era ancora esplosa e il mare, spesso, aveva un colore grigiastro.

Non ero contento di fare il militare: mi sembrava di subire il furto di un anno di vita da parte dello Stato. Perché? Perché? Io avevo tante altre cose da fare che buttare un anno a fare il soldatino per i giochi di guerra di certi militari in carriera.

Buttare “un anno di vita appoggiato a un fucile di guardia a un cortile”…

Spesso, la sera, era l’unica occasione per stare in compagnia di me stesso.

E, dopo una giornata a consumare le suole degli anfibi in insulse marce urlando a squarciagola frasi idiote, era bello sedersi su uno scoglio, appena giù dalla diga con in faccia il mare.

L’orizzonte che si confonde nell’oscurità: la condizione migliore per scavare dentro se stessi.

Ecco: quelli erano i momenti più intensi di quel periodo della mia vita.

Chiedetemi delle guardie in piena notte, delle simulazioni d’assalto, delle esercitazioni al poligono… niente era paragonabile all’unicità di quei momenti su uno scoglio di fronte al mare.

Una foto, una metafora

Probabilmente queste reminiscenze mi hanno permesso di cogliere questa foto, durante una passeggiata autunnale lungo le rive del lago di Garda.

Un perfetto quadro, incorniciato da due alberi, al centro una panchina e due anziane signore.

Un marciapiede che fino a poche settimane prima era chiassosamente affollato da turisti, cani al guinzaglio, varie specie di uccelli a contendersi abbondanti quantità di briciole…

La stagione dell’estate come una stagione della vita: frenetica, affollata, chiassosa, scanzonata, spensierata, gioiosa…

La stagione autunnale come una stagione della vita fatta di solitudine, lentezza, silenzi, tristezza, malinconia… e riflessione.

Ultimamente, un mio pensiero molto frequente è quanto sia andata scomparendo l’abitudine alla riflessione.

Una foto, una metafora

Credevo di aver visto tutto…

Ho sempre sostenuto che chi lavora nell’ambito della comunicazione deve essere in grado di dominare, avendone piena conoscenza, lo strumento che gli permette di fare questo, ovvero la lingua.

E, per lingua, intendo principalmente l’uso corretto della grammatica.

Tra tante agenzie di web marketing, che si fregiano di elevate capacità e risultati ottenuti, da tempo immemorabile mi imbatto in persone che mi stupiscono in modo inimmaginabile per la loro ignoranza.

Alla fine, la storia è sempre quella: a parole sono tutti super… ma poi!

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Oh, sì, vi assicuro che sono queste le situazioni più frequenti. Non ci sarebbe nulla di male se ciò non comportasse, spesso, una perdita di denaro per prestazioni di un certo livello che risultano essere, invece, molto deludenti.

Ad inizio di quest’anno pensavo di aver individuato un’agenzia idonea alle mie esigenze e compatibile con le mie “fisse“ di perfezionismo.

All’inizio, tra l’altro, scherzavo con loro proprio sull’abissale ignoranza di tanti loro “colleghi”.

Dopo i primi, fisiologici, mesi di approntamento, ho iniziato a ficcare il naso nel loro operato.

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Dopo aver realizzato che ero sveglio, ho fatto un salto sulla sedia. Costi per clic astronomici e budget giornaliero che spariva come una goccia sopra il cofano di un’auto in panne in mezzo al deserto alle due del pomeriggio. Azz… ma che strategia è?

Mentre mi interrogavo mentalmente, scorrevo velocemente i testi degli annunci in lingua francese e… sciagura! Uno strafalcione dietro l’altro… Proprio le cose che odio maggiormente!

Mentre componevo il numero di telefono del titolare di questa agenzia, chiedevo conferma (ma non ce n’era bisogno) che quei testi non fossero stati forniti da noi.

Una volta esposto quanto scoperto, mi è stato detto che quel testo era stato realizzato da un’agenzia di traduzioni.

Andiamo bene!

Gli ho imposto di stoppare immediatamente la pubblicazione di quegli annunci per correggerli e poi rimetterli on line.

Questo accadeva un paio di settimane prima della mia decisione circa la conferma o meno dell’incarico a questa agenzia.

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In prossimità di questa data, per valutare la generale qualità del lavoro, decido di ficcanasare un’ulteriore volta tra gli annunci in fase di pubblicazione. Qualora avessi trovato tutto in ordine, con un costo medio notevolmente abbassato ed annunci impeccabili, non avrei esitato a conferire l’incarico. Ma ben presto ho accusato un quasi mancamento e mi sono accasciato sulla sedia dopo aver visto almeno mezza dozzina di annunci con gli stessi spaventosi errori di grammatica che un paio di settimane prima mi avevano rovinato l’umore per tutto un week end.

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Mando subito una mail che, incredibile, riesco a mantenere su toni civili. Chiedo al tipo dell’agenzia: “Scusa, ma perché non hai corretto gli annunci con gli stessi errori che ti avevo segnalato 2 settimane fa?”

Mi risponde “Aspettavo da voi la versione corretta.”

“Scusa, – ribatto – avevi detto che la traduzione te l’aveva fatta un’agenzia di traduzioni. Non hai segnalato loro il problema? Non ti hanno fornito la versione corretta?”

Sapete cosa mi ha risposto?

“Gli ho eliminati dai fornitori.”