Mobili ed ecologia

Ricordo che da bambino, quando frequentavo la scuola elementare, il mio maestro ci assegnava lo svolgimento di un tema  che ci invitava a scrivere sull’argomento dell’inquinamento.

Giuro che era uno dei pochi casi in cui mi trovavo in imbarazzo davanti allo svolgimento di un tema.

Per me, il problema dell’inquinamento era una cosa totalmente astratta, senza alcun riscontro nella realtà del mio paesino di campagna. Qui, l’orizzonte non andava mai oltre i cinquanta metri per la densità di vegetazione presente. La maggior parte delle strade non era asfaltata (non era una grande priorità, data la scarsità di auto che transitavano e, quando accadeva, il segno più evidente del loro passaggio era il polverone che alzavano).

La mia difficoltà, quindi, derivava dal fatto che non avevo un riscontro diretto di un problema che cercavo di mettere a fuoco grazie a qualche foto sgranata del libro di testo raffigurante la ciminiera fumante di uno stabilimento industriale.

Il maestro ci spiegava che l’inquinamento delle fabbriche avrebbe causato un peggioramento dell’aria che respiravamo, che la pescosità dei nostri canali sarebbe diminuita, che il mare sarebbe stato più sporco…  ma di certo non si parlava di buco nello strato di ozono, del cambiamento climatico con incremento di fenomeni meteorologici estremi con relative inondazioni e distruzioni, di polveri sottili, di nevicate dovute all’inquinamento piuttosto che al naturale fenomeno meteorologico… Seveso era ancora un paese tranquillo e in varie parti d’Italia si produceva a pieno ritmo una quantità incredibile di Eternit, la copertura a base di amianto comoda, pratica ed economica.

Da qualche tempo abbiamo iniziato a scontare tutte le offese fatte all’ambiente. Abbiamo solo iniziato, purtroppo. Per questo è importante prendere coscienza che è urgente “mettersi in riga”.

Come quando si smette di fumare. Dicono che, da quando si smette di fumare, servono dai cinque ai dieci anni per tornare ad avere un organismo da non fumatore.

Dobbiamo smettere di fumare. Subito. E tutti lo devono fare. Soprattutto devono prendere coscienza del problema le macroeconomie di oggi, quelle che hanno avuto negli ultimi anni una crescita smisurata ed incontrollata. Mi riferisco a Cina, India, Brasile e ai Paesi emergenti in generale. Ricordate la cappa di smog che avvolge Pechino vista in occasione degli ultimi giochi olimpici? Il 10 gennaio scorso sono stati soppressi o spostati ben 150 decolli dall’aeroporto di questa città a causa della cappa di inquinamento.

È importante capire che tutti dobbiamo fare la nostra parte. Per quanto ci riguarda, Styledesign concentra la propria attività su mobili costruiti con legni provenienti da coltivazioni. Vale a dire che gli alberi usati per la costruzione dei mobili sono stati piantati appositamente per questo uso  e che, per quelli che vengono tagliati, ne vengono messi a dimora minimo altrettanti.  Le vernici usate sono a base d’acqua, senza esalazioni e componenti chimici dannosi per la salute. Sono prodotti certificati e provenienti da aziende certificate, vale a dire che, anche per la loro produzione non viene arrecato danno all’ambiente.

La nostra azienda, come tante altre, è sottoposta a periodici controlli in fatto di rispetto delle normative a tutela di sicurezza e rispetto ambientale. Ma perché, allora, viene permessa la libera vendita di mobili privi di qualsiasi certificazione, provenienti dai paesi asiatici dove è risaputo che si produce nel pieno disprezzo della tutela ambientale ed umana? Non è questo un colossale controsenso? Perché si permette l’importazione e la vendita di questi prodotti? Capisco che ci possono essere grandi interessi che frenano e rendono impraticabili certi divieti (che so, ad esempio l’apertura di una concessionaria della Ferrari a Pechino…) ma sarebbe opportuno anteporre certe priorità universali all’interesse di pochi.

Ognuno faccia la sua parte. Noi la faremo. I nostri mobili saranno sempre costruiti con materiali garantiti per provenienza e tranquillamente riciclabili al termine del loro ciclo di vita (sapete quanto dannoso può essere il pellets ricavato dalla macinazione di mobili dismessi e trattati con tinte dai componenti chimici dannosi?).

Il nostro impegno è quello di farvi trovare su Styledesign sempre e solo mobili “ecologicamente corretti”.

Ve lo prometto e ci metto il nome

Un cordiale saluto da  Franco Ferretto

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Immagini simbolo

tipica e scontata immagine concept sul tema dell'integrazione razziale

 

Oggi, tornando dal lavoro, ho visto una cosa che mi ha colpito.

È stato un attimo. In un cortile di una casa abitata da immigrati marocchini c’erano due bambini di circa 5, 6 anni che giocavano lanciando in alto e riprendendo diverse bandierine dell’Italia.

Ho pensato subito che una foto di quella situazione, di quel momento, sarebbe stata una perfetta immagine “concept”, una di quelle foto esplicitamente costruite a cui attingono a piene mani tutti i creativi che devono comunicare qualcosa.  La naturalezza di quell’immagine, ovvero bambini di colore che giocano con bandierine dell’Italia era reale e non c’era nessun fotografo pronto a cogliere quel momento. Proprio per questo mi ha colpito.

Nella mia zona ci sono parecchi giovani impegnati in manifestazioni legate a ricostruzioni storiche. Bellissimo, ad esempio, il Palio dei dieci comuni che si svolge in settembre a Montagnana. Ogni comune ha la sua squadra di sbandieratori, alcuni tra i più bravi in assoluto a livello nazionale.

Probabilmente quei bambini erano stati ispirati dall’aver ammirato alcuni di questi sbandieratori in azione.

Resta un’immagine simbolo. Una immagine a cui ognuno potrebbe dare un significato diverso. Una immagine concept che,  impressa solo nel mio ricordo, un giorno qualcuno costruirà per trarne una foto da vendere a qualche creativo .

Un cordiale saluto

Franco Ferretto

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Leone, una forza della natura.

Chi è Leone?

È la mascotte di Styledesign. È un gatto. Il mio gatto.

Si chiama Leone perché ha il coraggio, la fierezza e l’intraprendenza del re degli animali. A Leone manca una zampetta, ma sembra non farci caso.

Premetto che non amo tenere cani o gatti in casa. Fortunatamente dispongo di un grande giardino e i posti riparati per i miei animali domestici proprio non mancano.

Ogni mattina, quando mia moglie alza la tapparella, Leone è lì, nel terrazzino,  in attesa del suo primo croccantino della giornata.

Ieri sera, quando ormai era buio e le tapparelle erano state abbassate, alcuni rumori hanno attratto la nostra  attenzione. Era Leone che stava giocando con un topo da poco catturato. Aveva portato la sua preda nel terrazzino quasi a farci partecipi della sua fierezza. Lo stupore è stato relativo perché da tempo Leone ci ha abituati alle sue imprese. Possiamo dire a pieno titolo che è il terrore di cavallette, grilli, lucertole, rane, topi, bisce e, in generale, di tutto quanto di muove vicino a lui… nonostante sia un gatto a tre zampe!

Sembra impossibile: pur essendo teoricamente penalizzato, Leone riesce a realizzare imprese che altri gatti, con tutti gli attributi, non riescono a fare, per pigrizia o incapacità.

Leone è Styledesign. Noi non possediamo i mezzi di tanti nostri concorrenti, ma abbiamo nel DNA quello spirito di intraprendenza che ci fa raggiungere traguardi impensabili per chi ci giudica superficialmente e guarda solo all’apparenza.

Styledesign, più che un’azienda impersonale, è un gruppo di persone che sa fare il proprio lavoro. E ama farlo. Una piccola realtà che, anche senza una zampa, pensa di poter arrivare a fare grandi cose.

Un cordiale saluto

Franco Ferretto

 

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Viva gli sposi



La copertina del numero di Casa Facile di dicembre

Andiamo incontro ad un nuovo anno che, per certi aspetti, si annuncia difficile e problematico.

Penso a quelle coppie di giovani che nel corso del 2012 faranno uno dei passi più importanti della loro vita, ovvero si sposeranno.

Ci vuole indubbiamente coraggio, fiducia e impegno per affrontare questo passo.

Un grande augurio, quindi, a questi giovani, affinché possano realizzare i loro sogni…

Sognare va bene, ma un occhio attento alla realtà è doveroso e chi, più di una giovane coppia ha bisogno di ponderare nel migliore dei modi le proprie spese?

La settimana prossima sarà in edicola “Casa Facile” di gennaio con l’allegato “Speciale Sposi” sulle pagine del quale Styledesign presenta un nuovo modello di Mobile Porta Tv (ovviamente tutto bianco).

Abbiamo voluto essere presenti su questo particolare inserto per testimoniare la nostra vicinanza concreta a tutte quelle persone, e in particolare le giovani coppie, che hanno bisogno di arredare la loro casa con gusto e qualità, spendendo una cifra molto contenuta.

Perché essere giovani non comporta il fatto di arredare casa in modo scadente ma, a maggior ragione, avrà un’importanza fondamentale porre attenzione al rapporto qualità-prezzo di ciò che si acquista.

Un cordiale saluto

Franco Ferretto

 

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Donna Moderna segnala un mobile Arteferretto

Nell’ultimo numero di “Donna Moderna”, il più diffuso settimanale femminile edito da Mondadori, viene segnalato all’attenzione delle proprie lettrici un mobile Arteferretto.

Questo ci fa un enorme piacere e ringraziamo la redazione di questo giornale per la segnalazione. Si tratta di un mobile un po’ particolare, simbolo di scelte stilistiche coraggiose alle quali Arteferretto non si è mai sottratto.

Questo ci onora e ci stimola al continuo miglioramento in termini di design e qualità costruttiva.

Non vogliamo svelare di quale modello si tratta. Lasciamo un po’ di suspance. Diciamo che è uno di quelli presenti da qualche tempo su Styledesign e che ha riscosso molti commenti positivi per la sua audacia stilistica.

Con il pretesto di scoprire di quale mobile si tratta, quindi, Vi invitiamo a sfogliare questo interessante settimanale.

Cogliamo l’occasione per ricordare che, ancora per alcuni giorni, le persone che effettueranno un acquisto su Styledesign avranno in regalo un abbonamento annuale ad una rivista Mondadori.

Un cordiale saluto

Franco Ferretto

 

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Panettoni o tacchini, quel che conta è il sentimento

 

Si avvicina il Natale e, per quanto presi da problemi e situazioni difficili a causa di tempi sempre più duri, si cerca di fare un po’ di introspezione accompagnata da buoni propositi. Sappiamo benissimo, però, che le festività natalizie sono sempre più un pretesto per dedicarsi all’aspetto più materiale del proprio modo di vivere, concedendosi, a volte, capricci e libertà che poco hanno a che fare con l’aspetto più profondo dell’animo umano.E in questo non ci aiutano certo i mass medie che ci bombardano senza sosta con ogni sorta di tentazioni.

Per gran parte della mia vita il Natale è sempre stato occasione di allegre e chiassose riunioni famigliari al cospetto di tavole imbandite ed improvvisate nella casa dei miei genitori. Tutto andava organizzato per una equa ripartizione dei compiti e la preparazione del cibo. Ecco che, alla spicciolata, si arrivava chi con una teglia, chi con una confezione di frutta, chi con i dolci…

Le urla e le assordanti risate dei bambini era un costante accompagnamento  dell’intera riunione. C’era sempre una rappresentanza completa di ogni fascia di età e i bambini, sempre numerosi, erano il centro dell’attenzione e l’anima della festa.

Ho impresso nel cuore quei Natali indimenticabili e credo resteranno per sempre tra i miei ricordi più belli.

 

Ho visto un film, ieri sera, che in qualche modo mi ha riportato alla mente il clima di quelle riunioni famigliari. Anche se l’ambientazione è totalmente diversa da come intendiamo il Natale nel nostro paese, sotto sotto, il messaggio che questo bel film vuole trasmettere è quello che nessuno, anche se con forme molto diverse tra loro, può sottrarsi alla ricerca di affetto delle persone care.

Il film è ambientato in America, nel giorno del ringraziamento che, per molti aspetti può essere paragonato al nostro giorno di Natale. Le famiglie americane si riuniscono per il tradizionale pranzo con l’immancabile tacchino.

In “Schegge di April” (questo il titolo del film) la protagonista, che non ha mai avuto un buon rapporto con la madre, decide di invitare la famiglia per la Festa del Ringraziamento nel suo appartamento di New York. Durante i preparativi, April si accorge che il forno non funziona e cerca un rimedio tra i vicini di casa. Nel frattempo la sua famiglia sta per arrivare a New York. Durante il viaggio i genitori discutono continuamente mentre l’altra figlia ricorda i fallimenti della sorella.

Il film si sviluppa attorno ad una vicenda poco hollywoodiana dove si privilegia l’emergere dell’aspetto interiore dei protagonisti.

Il film non è nuovo (è uscito circa 8 anni fa), ma, se un film non lo si è visto è come se lo fosse.

Credo che, visto con lo spirito giusto, possa piacere a molte persone. Nonostante un movimento di camera di alcune scene, che di solito mi fanno bocciare senza appello il regista (l’unica concessione la posso fare per Stanley Kubrick nelle scene dal basso di Full Metal Jacket), si arriva alla fine del film facendo il tifo per una cottura del tacchino che sembra non dover mai arrivare. Molto bello il finale, e, se devo dirla tutta, mi è piaciuta anche la canzone finale dei titoli di coda.

Un cordiale saluto e Buone Feste

Franco Ferretto

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Casa Facile e noi

Casa Facile, uno dei mensili più venduti, nel numero di novembre ha riservato uno spazio ad alcuni nostri prodotti. Lo stesso succederà nel numero di dicembre.

Questo, oltre a renderci molto orgogliosi, ci sprona ad un maggiore impegno nei confronti di tutte le persone che ci danno fiducia. Vogliamo continuare a dare il meglio di noi in termini di qualità, servizio, correttezza e trasparenza.

Sapere che un numero sempre maggiore di persone apprezza e testimonia la qualità di ciò che offriamo rappresenta per noi il raggiungimento del principale obbiettivo che quotidianamente ci poniamo nel nostro lavoro.

Un grande grazie, quindi, a tutte quelle persone (preferisco chiamarle persone, non clienti) che, avendo già acquistato qualche articolo su Styledesign, sono diventate i più genuini tra tutti i testimonial possibili.

Un cordiale saluto

Franco Ferretto

 

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Lo stile come musica

Mi capita, ogni tanto, di fare qualche considerazione sui “fondamentali” dello stile nell’ambito del settore in cui opero (arredamento). Credo che proprio questa capacità di affrontare con creatività razionale certi argomenti, faccia del “Made in Italy” qualcosa di  unico ed inimitabile.

Che cos’è lo stile? E cosa determina il successo di una linea piuttosto che un’altra?

Alla fine di tante ipotesi articolate, ritengo che una cosa che piace, al di là di genere e gusti particolari, è un mix con le giuste dosi di pochi e semplici ingredienti.

Mi viene naturale fare un paragone con le canzoni intramontabili che, se analizzate in modo analitico, evidenziano per prima cosa la semplicità.

Chi può negare che brani come “The sound of silence” di Simon and Garfunkel o “Yesterday” dei Beatles sono brani intramontabili? Eppure, volendone analizzare gli elementi di successo, potremmo rimanere sorpresi dal constatare che si tratta di brani molto semplici, con una base musicale essenziale, senza arrangiamenti complessi. Pochi e semplici ingredienti ben dosati per un prodotto unico.

Ecco: la capacità del creativo sta anche nel considerare l’apprezzamento del proprio lavoro nel lungo termine.

Che cos’è un mobile se non un mix di linee, proporzioni, dettagli? Elementi che vanno amalgamati con il giusto dosaggio come fosse il capolavoro di uno chef dell’arredamento.

Un grazie a voi, clienti di Styledesign, per darci la possibilità, con il vostro apprezzamento, di dare spazio alla nostra creatività per produrre oggetti di cui andare orgogliosi. Oggi e domani.

Un cordiale saluto

Franco Ferretto

 

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La tigre e il comò

Periodicamente ricevo un volantino di un supermercato contenente le offerte del periodo. Tra le altre cose, questo negozio molto noto (non ne faccio il nome, consapevole che non è l’unico) effettua la vendita di una serie di mobiletti provenienti dall’India.

Il mio pensiero, sfogliando queste offerte è:”Ed hanno pure il coraggio di scrivere che sono mobili indiani?”

Sappiamo bene come certe catene di supermercati effettuano i loro acquisti. Importano vagoni di merce accatastata che, proprio per il modo in cui è sistemata nei container risulta impossibile da controllare accuratamente da parte di chi dovrebbe essere preposto a farlo.

Di tanto in tanto, un servizio di qualche telegiornale lancia l’allarme sul pericolo estinzione della tigre. La causa principale risulta essere la selvaggia deforestazione attuata da multinazionali senza scrupoli e senza etica in quello che è l’habitat naturale di questi fieri felini.

La causa principale della deforestazione non è certo quella di ricavare legname per la costruzione di mobili. Questo è solo un aspetto secondario, ma acquistando i mobili prodotti da chi acquista questo legname ad un prezzo simbolico, non si fa altro che legittimare un sistema che ha qualcosa di sbagliato fin dalle fondamenta.

Chi acquista questi mobili non è altro che l’ultimo ingranaggio di un meccanismo fasullo fino al midollo. Si vuole far passare la deforestazione come un male necessario per far girare l’economia di paesi poveri. Le multinazionali, in cambio di concessioni molto favorevoli “bonificano” determinati terreni vendendo o addirittura regalando il legname per garantire lavoro (sottopagato) alla manodopera locale (bambini compresi, ovviamente). Avvoltoi mascherati da rispettabili addetti agli acquisti di grandi catene di distribuzione acquistano per una manciata di dollari vagonate di mobili. Preferisco tacere sulle condizioni di lavoro di chi realizza questi mobiletti e soprattutto sui prodotti che vengono usati per la lucidatura degli stessi. Il pericolo di esalazioni potenzialmente tossiche è, secondo me, elevatissimo.

Sono convinto che nessuna delle persone che conosce la storia di questi mobili se li mette in casa, e neppure in garage.

Nella mia abitazione ci sono tutti mobili prodotti da Arteferretto, costruiti con legni provenienti da piante appositamente coltivate e lucidati con tinte all’acqua certificate e prive di esalazioni tossiche.

E sapere che non contribuisco all’estinzione delle tigri mi fa ancor più piacere.

Un cordiale saluto

Franco Ferretto

 

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Essere uguali, essere unici.

Qualche tempo fa un signore mi scrisse una e-mail affermando che la nostra sedia modello “Lira” al Mercatone Uno del suo paese costava 20 euro in meno rispetto al prezzo di Styledesign.it.

Sono rimasto sorpreso per due motivi: difficilmente una struttura che ha costi di gestione ben maggiori dei nostri riesce a praticare un prezzo inferiore sullo stesso articolo, (sempre che non si tratti di un prezzo civetta) e l’altra cosa che mi lasciava perplesso era il fatto che questo signore asserisse che il modello era identico. Non avendo un riscontro diretto, non ho potuto ribattere. Il cliente mi chiedeva di praticare uno sconto tale da arrivare allo stesso prezzo del Mercatone Uno. Non potendolo commercialmente fare, seppur a malincuore, ho capito la decisione di questa persona di acquistare le sedie al Mercatone dove avrebbe risparmiato 120,00 euro.

Avevo dimenticato questo episodio ma, pochi giorni fa questa persona si è presentata al nostro stabilimento portando sul bagagliaio dell’auto una sedia modello “Lira” letteralmente sfasciata. Mi ha spiegato che dopo un uso molto breve quella sedia era andata letteralmente in pezzi. Tutte le giunture della struttura avevano miseramente ceduto a causa di un incollaggio pressoché assente. Al Mercatone non le tenevano più e quindi mi chiedeva se fosse stato possibile sistemarla o acquistarne una uguale.

A causa della scarsa consistenza e compattezza del legno della struttura, la spinatura risultava del tutto consumata e non sarebbe stato possibile garantire una riparazione duratura.

Casualmente stavamo preparando per la spedizione alcune sedie modello “Lira”. Ovviamente, il confronto è stato inevitabile. Innanzi tutto, le dimensioni: il modello Mercatone risultava almeno 5 cm più piccola sia in larghezza che in altezza, nonché in profondità.

Il particolare che caratterizza questo modello e che dà il nome alla sedia stessa, è un motivo intagliato a forma di “Lira”. Sulle sedie Styledesign questo motivo è di notevole spessore, interamente in legno massello intagliato. Sulla sedia più economica, ci credereste? il motivo è traforato su compensato dallo spessore di 8 mm. Certo, il disegno ricavato ha la forma della “Lira”, ma si tratta di una cosa veramente indecorosa.

Confesso di essere stato io stesso in imbarazzo per il disagio evidente di quel signore che si era reso conto di quanto giustificati fossero stati 20 euro di differenza.

In breve, l’epilogo della storia è stato questo:

Il signore, resosi conto che non poteva acquistare una singola sedia in quanto sarebbe stata scompagnata per via delle notevoli differenze di lavorazione e dimensioni, ha acquistato su Styledesign 6 sedie accantonando in cantina quelle acquistate ad un prezzo più basso.

Un cordiale saluto

Franco Ferretto

 

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