Dove è andata la Ferilli?

C’è uno spot pubblicitario che non posso proprio vedere. È quello con Sabrina Ferilli in un laboratorio di tappezzeria. È talmente inverosimile che non può che suscitare in me un sottile fastidio.

Questa è una tappezzeria.

Una vera tappezzeria artigiana!

Una tappezzeria artigiana è zeppa di tessuti, di fusti di sedie e poltrone, di materiale per l’imbottitura delle varie pezzature. Più una bottega artigiana è ordinata e meno verosimile è. La creatività non è figlia di ambienti asettici ed impeccabili. Questi ambienti inappuntabili saranno maggiormente telegenici, ma senza dubbio molto poco creativi.

Un rotolo qua, una pezza di là… Un salotto in preparazione, uno fatto e disfatto… La fila dei pezzi in lavorazione, gli scatoloni trasbordanti di ritagli…

e tanti, tanti stupendi colori…

Questa è la bottega artigiana di tappezzeria che conosco io!

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Mobili come il vino.

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Vini e mobili d.o.c.

Un bel mobile e un buon vino. Sono due cose che, contrariamente a quanto si creda, hanno molti aspetti in comune.

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Esistono mobili di pessima qualità e mobili di altissima qualità.

Ci sono vini di pessima qualità (che non meritano neppure di essere chiamati “vino”) e altri di qualità eccelsa.

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Mobili e vini possono essere imitati molto facilmente, ma la qualità e l’originalità non si ottengono copiando.

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La qualità migliore, in entrambi i casi, si ottiene grazie a passione, impegno, creatività e tanto duro lavoro.

 

La nostra terra è ricca di tradizione. Qui nascono mobili e vini apprezzati in tutto il mondo. È una terra generosa, che offre qualità in abbondanza. Proprio per questo, nel corso della storia, si sono succedute civiltà che hanno lasciato una grande quantità di opere artistiche uniche al mondo. Città come Padova, Verona e Venezia ospitano opere d’arte che rappresentano un vero tesoro per l’umanità.

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È una terra generosa: a partire dal Coneglianese, dove nasce l’originale Prosecco di Valdobbiadene;

la zona dei Colli Euganei, di antica origine vulcanica, con le sue rinomate terme è fonte di benessere per tutti coloro che ne usufruiscono (ad Abano Terme, Montegrotto…). Qui vengono coltivate le uve dalle quali si ricava il pregiato vino dei Colli Euganei (particolarmente apprezzato il caratteristico spumante Fiori D’Arancio).

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Dalla vicina zona collinare del vicentino la famiglia Zonin ha mosso i primi passi per portare in tutto il mondo il vino di qualità italiano.

Nella provincia di Verona, grazie anche al particolare microclima del lago di Garda, vengono coltivate uve di altissima qualità dalle quali si ottengono vini apprezzati in tutto il mondo (Amarone, Valpolicella, Soave, Bardolino, Custoza, Recioto…)

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Ma questi frutti della terra, per diventare prelibatezze per la nostra tavola, devono essere lavorati con cura e dedizione, attenzione e amore.

Proprio come i mobili che vengono prodotti qui, in Veneto, dove abbondano artigiani dotati di conoscenze, creatività,  esperienza, pazienza… tutte quelle doti che caratterizzano prodotti unici e di alta qualità.

Sul mercato troviamo vini e mobili di pessima qualità che spesso ci danno l’illusione di poter avere a poco prezzo qualcosa di importante.

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Molte volte le conseguenze sono fastidiosi mal di pancia e mobili che cadono in pezzi.

Arteferretto si colloca in un contesto di qualità, dai piccoli ai più grandi mobili, per dare la certezza ai propri clienti di prodotti di alta qualità: sempre!

Da noi, dalla nostra splendida terra, nessun mal di pancia!

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Immobile a chi?

Creatività per mestiere (di Franco Ferretto)

Si sente dire sempre più spesso che l’economia è immobile, che nessuno ha più voglia di mettersi in gioco, che ci si lascia trasportare dagli avvenimenti nella speranza che la situazione cambi…

Beh, per quanto mi riguarda, niente di più falso. Mi occupo personalmente dell’elaborazione di nuovi modelli da presentare all’attenzione dei nostri potenziali clienti e posso dire, con piena soddisfazione, che mai come in questo periodo, fioccano le idee che danno vita a mobili bellissimi, di nuova concezione e dalle linee accattivanti.

Certo: non tutti i gusti sono uguali, ma facendo tesoro delle indicazioni che quotidianamente ricaviamo dai clienti che ci contattano, risulta particolarmente facile elaborare e progettare nuovi modelli che rispondono a una domanda sempre più esigente di qualità, funzionalità e bellezza per i mobili di casa nostra.

Un esercito di capaci artigiani lavora ogni giorno con la propria creatività e la propria capacità per generare manufatti di inestimabile valore.

Li trovate tutti su Styledesign.it

Ogni giorno una novità.

Siamo vivi. Siamo attivi.

Creatività in corso!

Nuovo prodotto su Styledesign.it

Uno degli ultimi modelli presentati su Styledesign.it

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Il tavolo e la passione

Il tavolo per la sala da pranzo.
Ah, che bellezza. Un bel tavolo in legno. Rotondo oppure ovale, quadrato o rettangolare. Con le gambe tornite oppure appuntite, a sciabola o diritte…
Un bel tavolo in stile classico, in legno, magari con il piano intarsiato.
Le venature del legno naturale, la calda tonalità del ciliegio o il rassicurante colore del legno di noce.
Bellissimo; un tavolo in stile classico è bellissimo.
Purtroppo, questi importanti elementi d’arredo, a volte, possono risultare molto delicati. La verniciatura rischia di rovinarsi a contatto con oggetti ruvidi o appuntiti e questo potenziale pericolo può provocare una certa preoccupazione.
Tuttavia, è ora possibile acquistare tavoli in stile dalla linea affascinante con una particolare protezione antigraffio.
Styledesign.it, negozio on line di mobili in stile, offre moltissimi tavoli classici con la particolare finitura antigraffio.
Un modo perfetto per non rinunciare ad un bel tavolo, da usare come più vi piace senza rinunciare alle vostre passioni.

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Il giorno della memoria e della musica

 

 

 

 

 

 

 

 

Oggi si è ricordato il dramma degli ebrei sterminati dal nazismo.

Il giorno della memoria. Si dice che non sono cose da relegare ad un giorno prestabilito dell’anno. Che nessuno dovrebbe cancellare e dimenticare questa orrenda cicatrice dell’umanità.

Giusto. Ma posso constatare con piacere che in questa giornata si concentrano tante e tali testimonianze che rafforzano incredibilmente la consapevolezza della vergogna perpetrata da una nazione nei confronti di un altro popolo.

Questa mattina, in auto, recandomi al lavoro, ho ascoltato alla radio un intervento di Ennio Morricone, autore, tra l’altro, delle musiche di un film per la tv, Perlasca, le cui vicende sono state legate in modo molto marcato alla repressione nazista.

Ennio Morricone è un maestro assoluto. Un genio, un artista, un maestro. Io sono letteralmente stregato dalle sue musiche. Chiudo gli occhi e volo. Volo sopra un’umanità piccola, inerme, con le sue ridicole ideologie. Oh, sì. Spesso le ideologie sono ridicole. Diventano nulla. Resta il volo sulle ali della melodia. È una caduta senza fine dentro se stessi. E il nazismo? Come ha potuto diventare un fenomeno talmente diffuso? Io credo che la causa principale sia stata l’ignoranza. Il sonno della ragione genera mostri.

Più le masse sono ignoranti (o tenute nell’ignoranza) e più i regimi hanno vita facile…

Va bene… ogni tanto, oltre che volare sulle ali della musica navigo anche sulle ali dei pensieri e passo con incredibile velocità da una cosa all’altra…

Questa sera, in auto, mentre tornavo dal lavoro, alla radio stava parlando Giovanni Allevi, talentuoso ed eclettico musicista che, ne sono sicuro, ci regalerà ancora musiche bellissime. Si parlava ancora della giornata della memoria. Una musica di Allevi è stata usata per una trasmissione sui campi di sterminio visitati dai calciatori della nazionale italiana di calcio.

La mattina Morricone, la sera Allevi. La musica. La musica che apre le porte dei sentimenti. Un filo conduttore che aiuta ad aprire le porte dell’anima.

Quando le porte dell’anima sono aperte risulta più facile comprendere.

Mi piacerebbe consigliare l’ascolto del tema di “Nuovo Cinema Paradiso” di Morricone a tutti quelli che sostengono il negazionismo. Da ascoltare in cuffia in una stanza buia.

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Mobili dalla terra dell’arte.

Quanta bellezza attorno a noi!

I mobili Arteferretto nascono in Italia, tra Venezia, Padova e Verona.

Sono costruiti esclusivamente da artigiani italiani.

Nascere e crescere attorniati da tanta arte e bellezza ha la sua importanza.

Coltiviamo il piacere della bellezza.

Il gusto, lo stile e l’arte sono dentro di noi.

Noi fabbrichiamo mobili e ci mettiamo tutto il nostro talento. Il senso della proporzione, l’equilibrio delle linee, l’armonia delle forme: tutte cose che non si improvvisano.

Il design italiano affonda le radici nella sua plurisecolare storia dell’arte.

Il design italiano è unico!

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Qual è il legno migliore per un mobile in stile?

 

 

Qual è il legno migliore per un mobile in stile?

Questa è la domanda che si pone chi deve scegliere un mobile per il proprio arredamento.

Una risposta univoca, come è facile immaginare, non esiste.

La risposta migliore è: dipende!

Da cosa? Dal mobile, ovviamente.

Qui non voglio fare un elenco interminabile e noioso di nomi di legni che possono dire ben poco a chi non li conosce se non per averli sentiti nominare qualche volta.

È la logica, unita al buonsenso, che determina il tipo di legno utilizzato nei vari mobili.

Ad esempio, il faggio è il tipico legno di sedie e tavoli. È un legno di grande robustezza che si plasma e si lavora con relativa facilità ed ottimi risultati.

Se invece vogliamo un mobile impreziosito da intagli, probabilmente ci troveremo di fronte ad un legno tenero, privo di venatura e di massa compatta.

Chi non ha sentito parlare di mobili in arte povera? Questo stile, che ha avuto il suo momento di maggior gloria alcuni anni fa, era nato come caratteristica di un mobile concettualmente semplice nella lavorazione e con generoso uso del legno, legno di pioppo per la precisione.

Beh, il pioppo non è proprio un signor legno. È sovente nervoso, paragonabile ad una capigliatura ribelle in quelle mattine in cui non ne vuol sapere di mettersi al suo posto. Questo si traduce in sforzi enormi, a volte vani, da parte del falegname per portare questo legno ad avere una superficie liscia e regolare. La stessa consistenza di questo legno rende problematica l’applicazione di tinte all’acqua chiare, infatti, la porosità e l’irregolarità di questa essenza determinano un grande assorbimento della tinta con irregolarità frequenti e con poca omogeneità di colore.

Per molti mobili, poi, il legno massello più che un pregio, rappresenta un elemento di rischio. Componenti d’arredo costruiti con legni che non hanno avuto una corretta essiccazione e vengono posti in luoghi soggetti a molte variazioni di temperatura e umidità (pensiamo ai mobili per bagno, ad esempio) possono riservare poco piacevoli sorprese. Crepe, incurvature, dilatazioni… tenere fermo il legno, in certe occasioni sembra impresa impossibile. Meglio, allora, un buon prodotto a base di legno impiallacciato. Magari per il bagno è preferibile evitare il truciolato (molto sensibile all’umidità), ma un listellare potrà andare benissimo.

Quindi, a conclusione di queste brevi considerazioni, possiamo dire che è necessario ponderare sempre una scelta in base alle specifiche esigenze. Non esiste mai la scelta migliore in assoluto. Per il legno e, se ci pensate, per un mucchio di altre cose.

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Ecologia, risparmio e pubblicità

Ma per andare al supermercato serve la patente?

Per un prodotto potenzialmente pericoloso, contenente vapori di mercurio, questa etichetta è decisamente insufficiente

In occasione dell’acquisto di liquori, sigarette, o per giochi e scommesse riservati ai maggiorenni un gestore ligio alle regole,  dovrebbe richiedere un documento ai propri clienti.

Ma potrebbe anche capitare che acquistando una lampadina al supermercato vi venga richiesta una attestazione di idoneità all’uso del computer.

Assurdo? Non proprio. Andiamo per ordine.

Qualche giorno fa ho avuto modo di raccontare come la semplice rottura di una lampadina a risparmio energetico con le sue esalazioni di gas di mercurio, mi abbia costretto ad aerare in modo drastico tutta la casa. Allarmato dalla scoperta fatta, ovvero la pericolosità di questo tipo di lampadine, sono andato a verificare l’etichetta di questi prodotti di cui, grazie ad una promozione largamente pubblicizzata in un supermercato della zona, avevo fatto buona scorta.

Quello che mi aspettavo era una sfilza di indicazioni, anche se scritte in piccolo, per l’uso e lo smaltimento di questi oggetti. Ebbene: nulla di tutto questo.

Nessun riferimento alla presenza di gas di mercurio, se non un minuscolo Hg<4.0mg (comprensibile a tutti, scommetto), nessun riferimento all’azienda che ha costruito la lampadina e neppure da dove proviene.

C’è scritto: “Importato da paesi Extra UE…” alla faccia della precisione…

Ma il massimo lo si raggiunge se si cerca sull’etichetta una qualsiasi indicazione su come comportarsi in caso di rottura e smaltimento. C’è scritto esattamente così: “Le istruzioni su come pulire i resti della lampada in caso di rottura accidentale e le raccomandazioni sullo smaltimento al termine di vita sono disponibili sul sito www. greeplux.com”

Quindi, è plausibile sentirsi chiedere dalla cassiera del supermercato se disponiamo della conoscenza necessaria, di un PC e di una connessione internet prima di convalidare il nostro acquisto della lampadina.

E chi non ha questi requisiti? Non gli viene venduta la lampadina oppure che si avveleni.

Quindi, il vantaggio di una bolletta un po’ più leggera vale questo rischio? (anche perché sappiamo bene che ciò che gonfia la bolletta non è l’uso di una lampadina ma di ben altri elettrodomestici:ad esempio, lasciare acceso il ferro da stiro 5 minuti in più equivale ad una settimana di uso di una lampadina…)

Ma soprattutto, è giusto che vengano taciuti in modo così palese tutti questi pericoli? è ammissibile che siano in vendita prodotti con tali indicazioni? Sull’etichetta di questa lampadina (non ce l’ho con questa marca in particolare, ma è quella che ho in casa… magari è un comportamento comune anche per tante altre marche…) si sprecano riferimenti al contributo ecologico, immagini di alberi, prati, sole… addirittura l’immagine di un impianto eolico di fianco alla marca (cosa c’entra dato che questa ditta commercializza solo lampadine. Forse che queste non funzionano se l’elettricità necessaria proviene da una centrale idroelettrica?)

Quindi, facciamo molta attenzione alle etichette degli alimentari, come è giusto che sia, ma stiamo attenti anche a potenziali altri pericoli che ci portiamo a casa nella borsa della spesa. Un avvelenamento da inalazione, spesso, non è meno pericoloso di uno da ingestione.

La confezione intera, fronte e retro. Bella, pulita e colorata, con molti riferimenti ad un ambiente sano e di natura incontaminata, ma indicazioni sullo smaltimento, meno di zero.

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Risparmiare può essere molto pericoloso

Sapevi che in nome del risparmio energetico è più a rischio la nostra salute?

Ci fanno risparmiare. Ma sono sicure?

Che molti incidenti accadano tra le mura domestiche è cosa nota. Gli infortuni domestici, infatti, sono molto frequenti soprattutto tra le casalinghe, anziani e bambini. Le persone, insomma, che tra le mura domestiche passano molto tempo.

Nei giorni scorsi ho scoperto una cosa abbastanza allarmante. Si tratta di un pericolo potenziale di cui ignoravo l’esistenza.

Si è bruciata una lampadina. Niente di strano, direte voi. Solo che, una volta svitata dal portalampade per la sua sostituzione, forse a causa di un difetto o una rottura, questa ha iniziato ad emanare un odore strano e pungente. Un po’ allarmato sono andato a cercare qualche informazione su internet e quanto ho scoperto non mi ha affatto tranquillizzato.

Le tanto pubblicizzate lampadine a risparmio energetico contengono vapori di mercurio, molto dannosi per la nostra salute. In caso di rottura, queste lampadine non rilasciano le classiche palline di mercurio che erano presenti nei termometri aboliti dal mercato già da un po’. No, qui c’è un rilascio di gas bell’e pronto per essere inalato.

Con una certa preoccupazione ho spalancato tutte le porte e finestre di casa per aerare l’ambiente inondato da questa esalazione (operazione non piacevolissima, data la temperatura rigida dell’esterno, ma necessaria per rimediare, per quanto possibile a quanto accaduto).

Le vecchie lampadine ad incandescenza sono state tolte dal mercato e sostituite da queste cosiddette “a risparmio energetico” ma potenzialmente molto più pericolose per gli utenti.

La fase dello smaltimento, ad esempio, richiede grande precauzione in quanto, in caso di rottura questi vapori di mercurio possono diffondersi e creare un potenziale, grave pericolo per chi li dovesse inavvertitamente inalare.

Quanto è giusto definire “scelta ecologica” l’acquisto e l’utilizzo di queste lampadine a risparmio energetico? Consumano meno, siamo d’accordo, ma credo che il costo in termini di sicurezza e salute sia molto indefinito.

Volendo approfondire la cosa, sono andato a verificare quanto dichiarato dai produttori  e quanto scritto sulle etichette delle lampadine a risparmio energetico in vendita nei nostri supermercati. Quello che ho scoperto non mi ha lasciato per nulla tranquillo.

Ma questo ve lo racconterò tra qualche giorno, nel mio prossimo intervento.

Franco Ferretto

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Natale

Natale: Ogni anno assume un aspetto diverso. Ogni anno si pone una considerazione diversa rispetto i precedenti in funzione di ciò che ha caratterizzato gli ultimi 12 mesi.

Ecco che, a seconda delle proprie sensazioni, si può parlare di Natale amaro, Natale di speranza, Natale di amore e solidarietà… il tutto strettamente dipendente dalla propria situazione personale e dagli avvenimenti che più ci toccano.

Sì, perché il Natale, al di là di tutto è un momento di riflessione, indipendentemente dal fatto religioso che ognuno di noi può sentire o meno.

In questi giorni si stacca un po’ la spina e ci si confronta con riflessioni e pensieri che nel corso dell’anno difficilmente trovano spazio per affiorare. Si riconsiderano certi nostri atteggiamenti e i rapporti con chi ci sta vicino. Quello che con un termine forse passato di moda si usa chiamare “un esame di coscienza”.

E questo non può fare e farci che bene.

Stacchiamo un po’ la spina, quindi. E quando la riattaccheremo, forse, ripartiremo  con una consapevolezza delle cose diversa da prima. Certamente migliore se sapremo guardarci un po’ dall’alto.

Di migliorarci non si finisce mai.

E farlo può essere molto gratificante.

Buon Natale a tutti

Franco

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