Soundbar: guida all’acquisto del mobile giusto

Da qualche anno a questa parte non si contano più le novità dei settori tecnologico e, soprattutto, elettronico. Tale crescita ha portato i produttori a proporre apparecchiature sempre più innovative nel campo della telefonia, dei sistemi audio e televisivi, offrendo prestazioni e qualità sempre migliori.

L ’inevitabile conseguenza è che ci sentiamo più o meno tutti in dovere di stare al passo coi Tecnologia attorno a noitempi, di dover conformarci a una moda sempre più rapida, volubile e inarrestabile. È il caso degli smartphone per esempio: se ci pensiamo bene, un modello acquistato un anno e mezzo fa è già considerato passato di moda e altri cento modelli più nuovi e aggiornati sono stati nel frattempo realizzati.

È anche il caso di un apparecchio tra più innovativi, la soundbar, uno strumento che raccoglie, in dimensioni molto compatte, un sistema audio che permette di raggiungere un’alta qualità sonoraSoundbar

Si tratta di uno strumento indubbiamente pratico ma che presenta, comunque, qualche lato negativo, soprattutto per quanto riguarda la sua installazione: infatti, essendo la sound bar costituita da un corpo unico allungato, deve essere posizionata sotto allo schermo del televisore o in prossimità di esso, cosa non sempre possibile dato che la maggior parte dei produttori di mobili porta TV non hanno ancora saputo adattare la loro produzione a questa esigenza.

Tra le rare realtà produttive che hanno colto subito l’importanza di proporre mobili in grado di ospitare una soundbar o altre apparecchiature di ultima generazione, dobbiamo senz’altro nominare l’azienda Arteferretto, specializzata nella produzione di mobili TV in stile, che ha da poco realizzato una collezione tutta nuova caratterizzata da cassetti particolarmente capienti e vani molto spaziosi. I modelli e le dimensioni  sono studiati per coprire qualsiasi necessità di spazio e per adattarsi a tutti i contesti di arredamento.

(SB-106-Q) Porta tv Soundbar 2 cassetti

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Il modello (SB-106-Q), ad esempio, unisce stile e funzionalità in 106 cm di larghezza: lo spazio è sapientemente ottimizzato grazie ad un vano largo 94,3 cm munito di foro passacavo e a due capienti cassetti. Il tocco di stile è dato da due splendide maniglie dorate.

(SB-160-2) Mobile Tv ottimizzato per soundbar

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Per chi di spazio a disposizione ne ha in abbondanza e vuole sfruttarlo al meglio, il modello (SB-160-2) può rivelarsi la soluzione perfetta: ben 3 vani sono messi a disposizione per sistemare qualsiasi tipo di apparecchiatura elettronica. Potrete gestire il vostro angolo TV nel più funzionale dei modi sfruttando anche lo spazio di due porte e tre ampi cassetti. Nonostante lo stile si riveli più sobrio, grazie alle ante e ai cassetti lisci in stile arte povera e ai pomoli bronzati, questo mobile saprà regalare un tocco di stile e classicità unici al vostro salotto.

(SB-130-plus) Porta tv soundbar cm 130

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Anche il modello (SB-130-plus), di larghezza 130 cm, ben si presta ad arricchire elegantemente lo spazio TV: anche in questo caso la funzionalità è garantita da due vani, uno più largo, l’altro più piccolo, perfetto per  il posizionamento di decoder o lettori dvd. La delicata lavorazione di porte e cassetti rende questo mobile un oggetto di vero stile, la cui eleganza è ancor più messa in rilievo da due delicate maniglie a forma di farfalla.

Arteferretto, sinonimo di qualità 100% italiana, offre soluzioni per ogni esigenza di spazio e di stile, dando inoltre al cliente la possibilità di personalizzare i suoi modelli.

Non ci sono più scuse per non scegliere un mobile Arteferretto!

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10 utili consigli per scegliere il vetro giusto

Mobile porta tv con vetri decorati

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Arteferretto offre una grande scelta di mobili, tra porta tv, credenze, vetrine e armadietti.

Una volta scelto il modello, lo si può personalizzare scegliendo la tinta, la finitura di pomoli e maniglie, se installare le ruote e, perché no, il tipo di vetro.

La varietà di vetri a disposizione tra cui scegliere è grande: vetri neutri, sabbiati, satinati, neri, rosa, blu…

Come fare per scegliere? Ecco alcuni consigli per facilitare la scelta:

1-      La prima domanda da farsi è: cosa ci devo mettere dentro?
È infatti importante sapere in partenza cosa andrà all’intero dell’anta.

Vetrina classica laccata

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2-      Un’altra domanda da porsi è: come sono gli altri vetri che ho in casa?
Infatti per un giusto abbinamento è utile verificare il tipo di vetri che hanno i mobili presenti nell’ambiente in cui andrò a collocare il mio nuovo acquisto.

3-      Scelgo i vetri neutri trasparenti se voglio che quello che c’è all’interno venga visto da tutti, quindi ad esempio libri, una collezione di tazzine o fotografie.

4-      Scelgo i vetri satinati se non voglio che si vedano gli oggetti all’interno ma va bene se si percepiscono le forme e le ombre.

5-      Se proprio voglio che non si veda niente, i vetri sabbiati sono la soluzione giusta, nell’ambito dei  vetri chiari, perché non fanno vedere o capire cosa c’è dietro.

Mobile tv Midi vetro decorato

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6- Voglio qualcosa di elegante e raffinato, da far invidia a tutti i miei ospiti?
Senza dubbio devo scegliere allora il vetro satinato decorato, sapientemente lavorato da esperti vetrai. Questo vetro è ottenuto con incisione posteriore (non è solo dipinto) con lavorazione concava, quindi appositamente verniciata con un velo trasparente che ne esalta l’effetto spessore, e decorato con disegni stilizzati in una calda tonalità. Un mobile con questo vetro fa di certo togliere il fiato!

Porta tv nero anta vetro laccato nero

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7- Voglio qualcosa di più intrigante? Certamente il vetro laccato nero renderà il mobile affascinante e unico. Un vetro vero, di colore nero lucido, che ben si accosta a un mobile laccato bianco o avorio, ma che trova il suo perfetto abbinamento a un mobile nero, spigolato o uniforme che sia, creando così un prodotto dal design raffinato.

Porta tv con metacrilato nero

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8- Ho paura che il vetro nero sia troppo delicato?
Al posto del vetro nero, Arteferretto mette a disposizione il reflex metacrilato nero, molto più leggero e resistente.
Infatti il metacrilato non è un vero e proprio vetro, ma un materiale di un nero profondo, lucidissimo e altamente riflettente.

9-      Come farò a installare il mio vetro?
Questa domanda non deve essere nemmeno fatta, perché tutti i mobili Arteferretto vengono consegnati montati e con i vetri già installati, quindi nessun problema!

10-   Cosa resta da fare?
Fidarsi di Arteferretto, marchio di veri mobili Made in Italy interamente realizzati in Italia da artigiani veneti esperti e appassionati del proprio lavoro, e quindi garanzia di impegno, professionalità e qualità.

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La nostra vita “normale”

pappagallo

Il nostro è un piccolo paese di campagna. La maggior parte delle persone si conosce da molti anni. Tutti gli avvenimenti di una certa importanza, che si tratti di gioie o dolori, sono piccoli tasselli del mosaico della storia della comunità paesana.

Mi capita spesso di incrociare per le vie del paese Federico, una persona molto mite alla quale tutti vogliono bene. Al tempo stesso, però, a lui non si fa quasi più caso.

Federico ha superato da poco i 50 anni e da adolescente è stato colpito da una malattia che lo ha costretto su una sedia a rotelle. Gira per le strade del paese con una speciale bicicletta a tre ruote con la quale trasporta su un cestino e una gabbietta due inseparabili amici: un cagnolino e un pappagallo.

Incontrandolo si riceve sempre un saluto ed un sorriso. Federico riesce a trasferire una sensazione di serenità e cordialità ormai divenuta merce rara.

E basta un attimo per far affiorare domande scomode sul nostro modo comune di concepire la vita di tutti i giorni. Noi che abbiamo sempre fretta e ci lamentiamo di qualsiasi cosa…

Noi, padroni della nostra vita “normale”!

Ma è normale essere incapaci di fermarsi un momento ad “osservare”, “ascoltare”, “ringraziare”?

Qual è la “giusta” normalità?

(Federico è una persona reale anche se il nome è di fantasia)

Cinzia

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La relatività della bellezza

la bellezza è relativa

La bellezza non è un attributo oggettivo, ma soggettivo. Possono esistere i cosiddetti canoni di bellezza, ma si tratta sempre di paletti posti in modo non troppo definito lungo un percorso di identificazione.

La saggezza popolare sintetizza il problema con il detto: “Non è bello ciò che è bello, ma lo è ciò che piace” che, se vogliamo, semplifica la questione senza molti trattati di estetica da far scoppiare la testa.

Oh, sì! La bellezza non è una certezza in nessun caso.

Potrebbe sembrare semplice dire: parliamo di bellezza. Argomento leggero da liquidare in fretta.

Assolutamente no! C’è il rischio di addentrarsi in discussioni e disgressioni senza fine.

La bellezza riguarda tutto. O meglio, tutto ciò che è definibile.

Una persona, un film, un libro, un paesaggio, un’auto, una musica, un edificio, uno spettacolo, un quadro…. Tutto ciò che è giudicabile dovrà fare i conti con gli attributi riconducibili alla bellezza.

La bellezza è opinabile. E questo è il bello. Oppure no. Non se ne esce.

Possiamo dire che in termini generici la bellezza è quella cosa che, nell’opinione comune, contribuisce ad un’armonia generale delle cose. Ma questo non implica il giudizio assoluto ed incontestabile. Ma sarà il giudizio della maggioranza.

Poi, se guardiamo la cosa con occhio cinico, ci accorgeremo di quanto la bellezza sia sinonimo di business.

canone di bellezza universalmente, o quasi, riconosciuto

Tantissime persone affrontano spese importanti in nome della bellezza. Pensiamo alla chirurgia estetica e la maniacale cura della persona. E, su queste esigenze, ovviamente, c’è chi si arricchisce.

Dopotutto, anche il denaro rende belli, no? Perché, non si venga a dire che certe coppie costituite generalmente da un ricco vecchio rugoso e una bella donna giovane sono esenti da sospetti sui motivi della loro unione. Sinceramente non ho mai visto una bella donna giovane e molto ricca fare coppia con un vecchio rugoso senza un soldo.

Molto spesso, a casa, nel mio studio, mi capita di avere visualizzate sul monitor del PC le foto di nuovi articoli che andranno, poi, messi in vendita su Styledesign.it e mia moglie mi viene a chiamare perché è pronto in tavola o per chiedermi qualcosa. Lei getta uno sguardo alle foto sul monitor e solitamente mi dà il suo giudizio lapidario:

“Cosa è? È nuovo?”

“Sì, è un nuovo modello di credenza…”

“Brutto!”

“Ma come… guarda che è fatto benissimo e ha tutti gli intagli fatti a mano…”

“Brutta: non me la metterei mai in casa…”

“Va beh… per fortuna non tutti la pensano così!”

Questo è un piccolo esempio per dire come il concetto di bellezza abbia origine in modo molto diverso a seconda di chi esprime un giudizio. La percezione di bellezza in ognuno di noi nasce da sollecitazioni accumulate nel corso del tempo e che ci rendono sensibili a determinati fattori.

Ci piace un nome perché lo associamo ad una persona con la quale siamo stati bene, o, viceversa, lo odiamo se ci ricorda qualcuno che ci ha fatto soffrire. Ci piace un cibo se lo associamo a ricordi piacevoli, oppure lo odiamo se ci ha fatto stare male.

Ma cosa c’entra tutto questo discorso con un blog di un’azienda che produce e vende mobili?

Beh… se vogliamo il discorso bellezza ha un certo peso anche nel mettere insieme l’arredamento di un’abitazione. Certi mobili sono belli o non lo sono a seconda dell’idea di chi li sceglie. Per chi li propone, invece, l’obbiettivo da conseguire è quello di dare una vasta scelta ad un pubblico dai gusti diversi, attenendosi a canoni di bellezza universalmente definiti che tengano in considerazione l’evolversi degli stessi . Noi, con Styledesign.it cerchiamo di fare proprio questo. Ecco perché vi proponiamo sempre nuovi modelli e innumerevoli varianti: per abbracciare il gusto del maggior numero di persone che, fortunatamente, hanno una diversa concezione dei canoni di bellezza.

Parlare di bellezza, ne converrete, non è semplice.

Sicuramente qualche lettore troverà bello questo articolo e qualcun altro dirà semplicemente: “Brutto”

Dopotutto, questo è il bello.

Un cordiale saluto

Franco Ferretto

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Piccola riflessione sull’arte

image003image001Qual è la prima cosa che vi viene in mente se dite “opera d’arte”? Beh, è probabile che nella nostra mente  prendano forma un quadro di Caravaggio, come Il martirio di S. Matteo o la Canestra di frutta, la magnifica  statua di Amore e Psiche o le Tre Grazie del Canova, il Pantheon di Roma, i Bronzi di Riace, le architetture  classiche  greco-romane, il David di Michelangelo o le tele di pittori più moderni come Klimt…  solo per citarne alcune.

E che cos’hanno in comune tutte queste opere d’arte? Passione, dedizione, creatività, duro lavoro, successi e insuccessi, fatica, soddisfazione, orgoglio, bellezza duratura

Ovviamente quando pensiamo a un’opera d’arte ci vengono in mente i più grandi maestri dell’arte, italiana e straniera, della pittura, scultura e architettura, ma se volgiamo lo sguardo un po’ più in profondità, ci accorgiamo che c’è chi anche oggi l’arte la crea tutti i giorni: sono gli artigiani, che con le loro mani lavorano la ceramica, il marmo, il vetro, il legno, il tessuto, la cera… e fanno di un elemento quasi informe un oggetto unico e di grande valore.

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Troppo abituati a considerare arte solo ciò che ritroviamo in musei e gallerie, purtroppo non ci rendiamo conto che possedere un oggetto fatto a mano è come possedere un piccolo tesoro: quell’oggetto, che si tratti di un centrotavola, di  un vaso o di un mobile, ha una storia, parla di chi l’ha costruito con passione e ha un valore unico, che non può davvero essere messo a confronto con ciò che di simile oggi si può facilmente trovare in un qualsiasi megastore cinese o nelle grandi catene di distribuzione.

Anche noi creiamo piccoli capolavori: Arteferretto e gli Artigiani Veneti Riuniti, propongono pezzi unici ad un giusto prezzo, creati e finiti interamente a mano seguendo le regole di una lunga tradizione,  ciò che distingue l’alta qualità italiana dalla marea di oggetti scadenti che spesso e volentieri i negozianti ci rifilano.

Scegliete la qualità, scegliete Arteferretto. 

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Ringraziamo di più

Quanto sono importanti per noi le persone che ci stanno intorno?

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Questa è una domanda semplice ma che purtroppo ci poniamo troppo poco, per non dire mai.

Troppe cose e persone diamo per scontate: la mamma, il papà, la sorella, il fidanzato, il cugino, i nonni, lo zio, gli amici… sono lì, ce li abbiamo già intorno, cosa dobbiamo fare in più?

Tante volte ci fanno arrabbiare, anche per una sciocchezza, e le mandiamo a quel paese.

A volte ci chiedono un favore e noi glielo facciamo, ma con malavoglia.

In quei momenti queste persone ci danno solo fastidio e vorremmo non ci fossero.

Ci accorgiamo, invece, subito della loro importanza solo quando vengono a mancare, o quando sono in pericolo, o comunque quando non sono più lì dov’erano prima.

Allora, non aspettiamo questi momenti, impariamo ad arrabbiarci di meno e a voler bene di più: un grazie alla mamma che mi fa trovare il piatto di pasta pronto quando ne ho bisogno e al papà che ogni giorno si sveglia presto e va al lavoro per mandare avanti la famiglia, un abbraccio ai nonni che nonostante tutto continuano a non farmi mancare niente, un bacio al fidanzato che mi sopporta, una telefonata alla sorella lontana anche solo per sentire come sta e un grazie a tutti gli amici e alle persone care che riempiono e arricchiscono la mia vita.

Non aggiungo altro: ringraziamo e sorridiamo di più, arrabbiamoci e litighiamo di meno! 

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Non solo complementi

Arteferretto si allarga e ha deciso di dedicare uno spazio tutto nuovo all’arredamento della zona notte.image001

Molte sono le soluzioni di arredamento proposte nel sito Styledesign.it, pezzi unici dall’inconfondibile stile che caratterizza i mobili fatti a mano. E ce n’è per tutti i gusti, perché le proposte di Arteferretto si adattano alla maggior parte dei contesti stilistici. Un esempio? I mobili della collezione “Favola” rendono davvero giustizia al loro nome: perfetti per una camera in puro stile fiabesco, dai contorni morbidi e dai colori romantici, per chi ha sempre desiderato una stanza da sogno.

image002Il letto “Feeling”, dalle linee più decise e moderatamente stilizzate, è ideale per un contesto classico ma non troppo impegnativo, e, grazie alla testiera capitonné in ecopelle, saprà aggiungere il giusto tocco di modernità alla vostra camera.

 

E che dire dei praticissimi letti contenitore? Sempre al passo coi tempi, Arteferretto sa bene che lo spazio in una camera da letto non è mai abbastanza, e per questo propone diversi modelli a contenitore, adatti per riporre il corredo stagionale o tutto ciò che non entra negli armadi.

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Per gli amanti del mobile in stile che non passa mai di moda, invece, Arteferretto propone image004modelli più classici ma non per questo meno ricercati, magari intagliati da esperti artigiani del legno, che con la loro maestria, sanno rendere anche un letto un’opera d’arte. Piacevoli motivi floreali, morbidi e intrecciati, creeranno un’atmosfera davvero unica.

 

Il tutto perfettamente abbinabile ad armadi con ante scorrevoli, per garantire il massimo della funzionalità, piuttosto che a modelli più tradizionali, con cassetti e delicati decori, per non rinunciare alla praticità abbinata allo stile, oltre che a cassettiere, comodini, comò e molti altri complementi che si riveleranno gli ingredienti ideali per un arredamento dalla spiccata personalità.

Senza dimenticare la scelta scrupolosa dei materiali più pregiati, dai legni ai tessuti, che garantiscono la realizzazione di mobili di alta qualità.

Affidatevi a mani esperte e diffidate dalle imitazioni: solo così trovare il mobile perfetto al giusto prezzo non sarà più un problema. 

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Le 7 regole da seguire quando si acquista un mobile.

1- Quando si acquista un mobile è importante avere un punto di riferimento serio ed affidabile. bussola, dove acquistare mobili on lineAd esempio, è velleitario pretendere spiegazioni o la soluzione di eventuali problemi nel post vendita se avete acquistato un mobile al grande magazzino dopo che un commesso, forse un ragazzo assunto a tempo determinato o in stage, ve ne ha decantato le qualità. Potete acquistare un mobile in un negozio di una grande catena di vendita, ma se vi affidate alla descrizione e alla decantazione di un commesso, accertatevi, per quanto potete, della veridicità dei dati che vi vengono elencati. A volte, la capacità oratoria del venditore nasconde o fa passare in secondo piano caratteristiche poco nobili del bene che state acquistando.

2- Nessuno regala niente per niente.Se vi trovate di fronte all’occasione della vostra vita o ad uno sconto del 90% prestate molta attenzione. Quello che viene fatto passare per un puro prezzo di realizzo, molto spesso è il reale valore del bene che state acquistando, forse anche di più. A volte il cartellino del prezzo con la percentuale di sconto ha il potere di mettere una vera e propria benda sugli occhi del cliente che perde obbiettività e capacità di valutazione imparziale.

ma non è Babbo Natale

3- Occhio ai listini. Spesso molti venditori adottano listini spropositati sui quali risulta di un certo impatto applicare sconti di favore. In questo modo il cliente si sente un privilegiato ed è più incline all’acquisto.

4- Strategie di vendita. Molti venditori presentano i propri mobili in un ambiente appositamente costruito per esaltare, più che il singolo oggetto, l’idea di ambiente. Se dovete acquistare un mobile, proiettatelo nell’ambiente di casa vostra, dove dovrà essere collocato. Se il venditore lo presenta in un contesto bello ed affascinante, cercate di estrapolare il singolo oggetto da ciò che lo attornia. Molto spesso un mobile di scarso valore diventa prezioso solo perché inserito in un contesto di lusso. Con questa scusa, però, lo pagherete un valore ben lontano da quello reale. Vi siete mai chiesti perché un capo di abbigliamento che sta così bene addosso al modello o la modella che sfila, addosso a voi sembra un vero e proprio straccio?

5- Quanti margini di guadagno pagherete per il vostro mobile? Vediamo i più comuni acquistando in un negozio tradizionale

FILIERA

Quale sarà, quindi, il reale valore del mobile che acquistate?

6- La competenza di chi vende il mobile vi dà fiducia e sicurezza? Vi sembra che conosca bene il suo mestiere? Pensate che saprà rispondere efficacemente a tutte le problematiche che potrebbero insorgere nel post vendita? Quindi, conviene accertarsi che chi vi vende un mobile conosca a fondo il prodotto che andrete ad acquistare.

7- Non fermatevi davanti alle apparenze. Spesso, vari modelli di mobili in foto sembrano uno uguale all’altro ma in pratica cambiano materiali, spessori e tipo di lucidatura. Queste varianti possono incidere anche per il 50% sul prezzo finale del mobile. Spesso gli articoli di maggior successo vengono replicati con una corsa al ribasso per quanto riguarda i costi legati alla produzione. Anche nel campo del mobile esistono gli originali e le copie (anzi, le brutte copie).

Arteferretto con i suoi mobili venduti direttamente su styledesign.it risponde a tutte le esigenze innate nell’acquisto di un mobile. Produttori diretti di ciò che acquistate, il prezzo corrisponde al valore reale, senza costi per una filiera troppo lunga. La competenza è una nostra grande qualità: operiamo da 35 anni nella produzione di mobili in stile. L’esperienza è consolidata. La nostra serietà è rappresentata da un marchio che è sinonimo di grande qualità e affidabilità.

logo Arteferretto

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Quando gli italiani copiano i cinesi…

Arteferretto made in Italy

…parlavamo dell’importanza di tutelare una delle nostre ultime ricchezze: il Made in Italy.

Questo termine ha significati ben profondi ed estesi.

Basta dire “Made in Italy” e subito pensiamo alle eccellenze del nostro Paese: le bellezze naturali, artistiche e storiche, i prodotti delle nostre terre, il nostro gusto per il design e le cose belle (sono convinto che il retroterra culturale ed artistico gioca un ruolo fondamentale nella formazione del gusto estetico di ognuno di noi).

Tutto questo si traduce nella nostra capacità di dare vita a prodotti, concetti e forme come nessun altro sa fare.

idee italiane

Ma, si sa, le dure leggi del mercato tendono a distruggere tutto ciò sul quale esiste una possibilità di sfruttamento indiscriminato.

Per spiegare questo concetto ritengo che nulla sia meglio del racconto di un episodio del quale sono stato direttamente protagonista nell’ambito del mio lavoro.

Tutti sanno quanto sia popolato il web, oramai, di qualsiasi tipo di offerta.

Noi di Arteferretto abbiamo scelto di gestire direttamente e senza intermediari tutta la nostra produzione originale sul canale di vendita on line.

logo Arteferretto

Confesso, però, che 4 o 5 mesi fa, un po’ incuriosito dalla pubblicità vista in Tv di alcuni siti di vendita di mobili on line (mobiletti, più che altro), ho ceduto alla tentazione di ponderare l’eventualità di estendere le nostre vendite avvalendoci di terze parti.

Ho preso appuntamento con un responsabile degli acquisti di questa organizzazione e l’ho incontrato proponendo la produzione Arteferretto per un’eventuale vendita sul loro portale. Commentando i mobili che in quei giorni il loro sito proponeva (e continuano a proporre) facevo notare le differenze di costruzione e di materiali tra la nostra produzione e quella dei loro mobili. La differenza di prezzo, infatti, era notevole. Come a giustificarsi della bontà delle loro scelte questa persona, con tono formalmente orgoglioso mi ha detto: “Ma guardi che sono tutti Made in Italy!”

Devo, ora, aprire una parentesi per non passare da prepotente saccente.

I mobili che sono proposti da questo sito hanno una comune provenienza: un magazzino di un commerciante situato a pochi chilometri dalla nostra sede di Merlara. Lo conosco bene. O meglio, tutto il distretto del mobile Veneto lo conosce e, se può, lo evita per quanto più possibile.

Il suo modo di agire è, in sintesi, questo: Lui, o chi per lui, fa visita ai proprietari di botteghe artigiane proponendo grandi quantità di mobili da produrre, che so, ad esempio 500 cassapanche.

Il prezzo, ovviamente, è imposto. Può essere, ad esempio, 25,00 euro l’una.

Il costo del materiale per quella cassapanca è ipotizzabile in 20,00 euro.

5,00 euro sono il margine per coprire tutti gli altri costi, dalla manodopera all’energia elettrica eccetera e per lasciare il giusto margine di guadagno all’imprenditore.

potere dei soldi

L’artigiano, che per bisogno e necessità  accetta l’ordine, parte alla ricerca di materiale meno costoso per aumentare il margine tra il costo di realizzazione e il prezzo concordato di vendita. La conseguenza di ciò è l’utilizzo di materiale decisamente più scarso rispetto quello che sarebbe giusto usare. Ma alla fine ciò che si persegue è l’apparenza. Nulla di più (basta che stia in piedi è il modo comune di definire certa produzione tra colleghi produttori).

chi ne approfitta

Grazie alla crisi questo signore ha creato una potenza economica basata su prodotti sempre più scarsi e sul dare il colpo di grazia ad aziende sull’orlo del fallimento imponendo prezzi normalmente inaccettabili. Oramai i suoi addetti agli acquisti non girano più per le botteghe artigiane. Sono gli artigiani in difficoltà che si recano nella sede di questa ditta.

Sapete come funziona? Vengono accolti da una persona che gli indica il magazzino dove sono stipati tutti i modelli trattati. Su ogni modello c’è un cartello che indica il prezzo a cui questo mercante acquista dal produttore. A chi va in cerca di lavoro viene detto più o meno: “Quelli sono i mobili e quelli sono i prezzi. Scegli pure quale modello fare purché il prezzo sia migliore di quello indicato nel cartello.”

dubbi atroci

Ecco che il Made in Italy si fa come il Made in Cina. L’artigiano strozzato dal prezzo imposto ricorre a materiale scarso o tossico purché economico. Per stare dentro ai costi si avvale di personale non in regola. Non adegua l’ambiente di lavoro alle norme di sicurezza. Le lavorazioni vengono fatte di corsa per non sforare tempi predeterminati e si passa sopra, quindi, a tutti i difetti o imperfezioni che sorgono in fase di lavorazione del legno.

Così vengono prodotti i mobili venduti belli infiocchettati da presentazioni pompose e da spot televisivi.

“Ma guardi che sono made in Italy” mi ha detto.

La risposta immediata, che per fortuna ho trattenuto è stata “Ma guardi che anche in Italia si fanno prodotti di m…”

Ma non finisce qui. La storia di questi prodotti ha dei risvolti veramente ridicoli…

Ci tornerò. Promesso

Franco Ferretto

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Si fa presto a dire “Made in Italy”

prodotti cinesi

Da buon cittadino italiano, ogni qualvolta sento parlare di contraffazioni dei prodotti tipici italiani mi indigno e provo una gran rabbia nei confronti dei malfattori di turno. Personalmente sono convinto che non si fa abbastanza per arginare questo fenomeno che danneggia enormemente il nostro paese.

Un minimo contributo può essere dato da ognuno di noi acquistando italiano anche quando certi cartellini dei prezzi ci fanno l’occhiolino risultando molto invitanti.

Purtroppo, la crisi economica che ci attanaglia da ormai molti mesi ci rende miopi al punto che non riusciamo a vedere più in là del prezzo. Se il nostro sguardo potesse andare oltre, vedremmo, dietro il cartellino del prezzo, situazioni di sfruttamento, di mancanza di sicurezza sul posto di lavoro, minori sfruttati e l’uso di materie prime tra le più scadenti che offre il mercato.

business cinese esentasse

Molto spesso, e non a torto, il prodotto contraffatto viene associato a produttori cinesi per i quali lo sfruttamento di manodopera malpagata e non in regola va di pari passo con l’evasione fiscale pressoché totale. Quando costretti ad avere una partita Iva, perché proprio non ne possono fare a meno, questa viene chiusa nel giro di un anno, massimo uno e mezzo, precludendo ogni controllo da parte della Guardia di Finanza. Ditte che nascono e muoiono senza lasciare traccia e senza lasciare un soldo all’erario, il quale è costretto a spremere con sempre maggiore spietatezza chi, fedele a principi di onestà e rettitudine si vede privato di una fetta sempre più grande del frutto del suo lavoro, fino a quando non ce la fa più.

Un fenomeno di cui sono amaro testimone diretto, in questi ultimi tempi è questo: molte aziende italiane prendono esempio dai cinesi e si comportano allo stesso modo generando situazioni assurde di cui, per esperienza personale, vi dirò nel prossimo post di questo blog.

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