Ringraziamo di più

Quanto sono importanti per noi le persone che ci stanno intorno?

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Questa è una domanda semplice ma che purtroppo ci poniamo troppo poco, per non dire mai.

Troppe cose e persone diamo per scontate: la mamma, il papà, la sorella, il fidanzato, il cugino, i nonni, lo zio, gli amici… sono lì, ce li abbiamo già intorno, cosa dobbiamo fare in più?

Tante volte ci fanno arrabbiare, anche per una sciocchezza, e le mandiamo a quel paese.

A volte ci chiedono un favore e noi glielo facciamo, ma con malavoglia.

In quei momenti queste persone ci danno solo fastidio e vorremmo non ci fossero.

Ci accorgiamo, invece, subito della loro importanza solo quando vengono a mancare, o quando sono in pericolo, o comunque quando non sono più lì dov’erano prima.

Allora, non aspettiamo questi momenti, impariamo ad arrabbiarci di meno e a voler bene di più: un grazie alla mamma che mi fa trovare il piatto di pasta pronto quando ne ho bisogno e al papà che ogni giorno si sveglia presto e va al lavoro per mandare avanti la famiglia, un abbraccio ai nonni che nonostante tutto continuano a non farmi mancare niente, un bacio al fidanzato che mi sopporta, una telefonata alla sorella lontana anche solo per sentire come sta e un grazie a tutti gli amici e alle persone care che riempiono e arricchiscono la mia vita.

Non aggiungo altro: ringraziamo e sorridiamo di più, arrabbiamoci e litighiamo di meno! 

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Non solo complementi

Arteferretto si allarga e ha deciso di dedicare uno spazio tutto nuovo all’arredamento della zona notte.image001

Molte sono le soluzioni di arredamento proposte nel sito Styledesign.it, pezzi unici dall’inconfondibile stile che caratterizza i mobili fatti a mano. E ce n’è per tutti i gusti, perché le proposte di Arteferretto si adattano alla maggior parte dei contesti stilistici. Un esempio? I mobili della collezione “Favola” rendono davvero giustizia al loro nome: perfetti per una camera in puro stile fiabesco, dai contorni morbidi e dai colori romantici, per chi ha sempre desiderato una stanza da sogno.

image002Il letto “Feeling”, dalle linee più decise e moderatamente stilizzate, è ideale per un contesto classico ma non troppo impegnativo, e, grazie alla testiera capitonné in ecopelle, saprà aggiungere il giusto tocco di modernità alla vostra camera.

 

E che dire dei praticissimi letti contenitore? Sempre al passo coi tempi, Arteferretto sa bene che lo spazio in una camera da letto non è mai abbastanza, e per questo propone diversi modelli a contenitore, adatti per riporre il corredo stagionale o tutto ciò che non entra negli armadi.

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Per gli amanti del mobile in stile che non passa mai di moda, invece, Arteferretto propone image004modelli più classici ma non per questo meno ricercati, magari intagliati da esperti artigiani del legno, che con la loro maestria, sanno rendere anche un letto un’opera d’arte. Piacevoli motivi floreali, morbidi e intrecciati, creeranno un’atmosfera davvero unica.

 

Il tutto perfettamente abbinabile ad armadi con ante scorrevoli, per garantire il massimo della funzionalità, piuttosto che a modelli più tradizionali, con cassetti e delicati decori, per non rinunciare alla praticità abbinata allo stile, oltre che a cassettiere, comodini, comò e molti altri complementi che si riveleranno gli ingredienti ideali per un arredamento dalla spiccata personalità.

Senza dimenticare la scelta scrupolosa dei materiali più pregiati, dai legni ai tessuti, che garantiscono la realizzazione di mobili di alta qualità.

Affidatevi a mani esperte e diffidate dalle imitazioni: solo così trovare il mobile perfetto al giusto prezzo non sarà più un problema. 

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Le 7 regole da seguire quando si acquista un mobile.

1- Quando si acquista un mobile è importante avere un punto di riferimento serio ed affidabile. bussola, dove acquistare mobili on lineAd esempio, è velleitario pretendere spiegazioni o la soluzione di eventuali problemi nel post vendita se avete acquistato un mobile al grande magazzino dopo che un commesso, forse un ragazzo assunto a tempo determinato o in stage, ve ne ha decantato le qualità. Potete acquistare un mobile in un negozio di una grande catena di vendita, ma se vi affidate alla descrizione e alla decantazione di un commesso, accertatevi, per quanto potete, della veridicità dei dati che vi vengono elencati. A volte, la capacità oratoria del venditore nasconde o fa passare in secondo piano caratteristiche poco nobili del bene che state acquistando.

2- Nessuno regala niente per niente.Se vi trovate di fronte all’occasione della vostra vita o ad uno sconto del 90% prestate molta attenzione. Quello che viene fatto passare per un puro prezzo di realizzo, molto spesso è il reale valore del bene che state acquistando, forse anche di più. A volte il cartellino del prezzo con la percentuale di sconto ha il potere di mettere una vera e propria benda sugli occhi del cliente che perde obbiettività e capacità di valutazione imparziale.

ma non è Babbo Natale

3- Occhio ai listini. Spesso molti venditori adottano listini spropositati sui quali risulta di un certo impatto applicare sconti di favore. In questo modo il cliente si sente un privilegiato ed è più incline all’acquisto.

4- Strategie di vendita. Molti venditori presentano i propri mobili in un ambiente appositamente costruito per esaltare, più che il singolo oggetto, l’idea di ambiente. Se dovete acquistare un mobile, proiettatelo nell’ambiente di casa vostra, dove dovrà essere collocato. Se il venditore lo presenta in un contesto bello ed affascinante, cercate di estrapolare il singolo oggetto da ciò che lo attornia. Molto spesso un mobile di scarso valore diventa prezioso solo perché inserito in un contesto di lusso. Con questa scusa, però, lo pagherete un valore ben lontano da quello reale. Vi siete mai chiesti perché un capo di abbigliamento che sta così bene addosso al modello o la modella che sfila, addosso a voi sembra un vero e proprio straccio?

5- Quanti margini di guadagno pagherete per il vostro mobile? Vediamo i più comuni acquistando in un negozio tradizionale

FILIERA

Quale sarà, quindi, il reale valore del mobile che acquistate?

6- La competenza di chi vende il mobile vi dà fiducia e sicurezza? Vi sembra che conosca bene il suo mestiere? Pensate che saprà rispondere efficacemente a tutte le problematiche che potrebbero insorgere nel post vendita? Quindi, conviene accertarsi che chi vi vende un mobile conosca a fondo il prodotto che andrete ad acquistare.

7- Non fermatevi davanti alle apparenze. Spesso, vari modelli di mobili in foto sembrano uno uguale all’altro ma in pratica cambiano materiali, spessori e tipo di lucidatura. Queste varianti possono incidere anche per il 50% sul prezzo finale del mobile. Spesso gli articoli di maggior successo vengono replicati con una corsa al ribasso per quanto riguarda i costi legati alla produzione. Anche nel campo del mobile esistono gli originali e le copie (anzi, le brutte copie).

Arteferretto con i suoi mobili venduti direttamente su styledesign.it risponde a tutte le esigenze innate nell’acquisto di un mobile. Produttori diretti di ciò che acquistate, il prezzo corrisponde al valore reale, senza costi per una filiera troppo lunga. La competenza è una nostra grande qualità: operiamo da 35 anni nella produzione di mobili in stile. L’esperienza è consolidata. La nostra serietà è rappresentata da un marchio che è sinonimo di grande qualità e affidabilità.

logo Arteferretto

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Quando gli italiani copiano i cinesi…

Arteferretto made in Italy

…parlavamo dell’importanza di tutelare una delle nostre ultime ricchezze: il Made in Italy.

Questo termine ha significati ben profondi ed estesi.

Basta dire “Made in Italy” e subito pensiamo alle eccellenze del nostro Paese: le bellezze naturali, artistiche e storiche, i prodotti delle nostre terre, il nostro gusto per il design e le cose belle (sono convinto che il retroterra culturale ed artistico gioca un ruolo fondamentale nella formazione del gusto estetico di ognuno di noi).

Tutto questo si traduce nella nostra capacità di dare vita a prodotti, concetti e forme come nessun altro sa fare.

idee italiane

Ma, si sa, le dure leggi del mercato tendono a distruggere tutto ciò sul quale esiste una possibilità di sfruttamento indiscriminato.

Per spiegare questo concetto ritengo che nulla sia meglio del racconto di un episodio del quale sono stato direttamente protagonista nell’ambito del mio lavoro.

Tutti sanno quanto sia popolato il web, oramai, di qualsiasi tipo di offerta.

Noi di Arteferretto abbiamo scelto di gestire direttamente e senza intermediari tutta la nostra produzione originale sul canale di vendita on line.

logo Arteferretto

Confesso, però, che 4 o 5 mesi fa, un po’ incuriosito dalla pubblicità vista in Tv di alcuni siti di vendita di mobili on line (mobiletti, più che altro), ho ceduto alla tentazione di ponderare l’eventualità di estendere le nostre vendite avvalendoci di terze parti.

Ho preso appuntamento con un responsabile degli acquisti di questa organizzazione e l’ho incontrato proponendo la produzione Arteferretto per un’eventuale vendita sul loro portale. Commentando i mobili che in quei giorni il loro sito proponeva (e continuano a proporre) facevo notare le differenze di costruzione e di materiali tra la nostra produzione e quella dei loro mobili. La differenza di prezzo, infatti, era notevole. Come a giustificarsi della bontà delle loro scelte questa persona, con tono formalmente orgoglioso mi ha detto: “Ma guardi che sono tutti Made in Italy!”

Devo, ora, aprire una parentesi per non passare da prepotente saccente.

I mobili che sono proposti da questo sito hanno una comune provenienza: un magazzino di un commerciante situato a pochi chilometri dalla nostra sede di Merlara. Lo conosco bene. O meglio, tutto il distretto del mobile Veneto lo conosce e, se può, lo evita per quanto più possibile.

Il suo modo di agire è, in sintesi, questo: Lui, o chi per lui, fa visita ai proprietari di botteghe artigiane proponendo grandi quantità di mobili da produrre, che so, ad esempio 500 cassapanche.

Il prezzo, ovviamente, è imposto. Può essere, ad esempio, 25,00 euro l’una.

Il costo del materiale per quella cassapanca è ipotizzabile in 20,00 euro.

5,00 euro sono il margine per coprire tutti gli altri costi, dalla manodopera all’energia elettrica eccetera e per lasciare il giusto margine di guadagno all’imprenditore.

potere dei soldi

L’artigiano, che per bisogno e necessità  accetta l’ordine, parte alla ricerca di materiale meno costoso per aumentare il margine tra il costo di realizzazione e il prezzo concordato di vendita. La conseguenza di ciò è l’utilizzo di materiale decisamente più scarso rispetto quello che sarebbe giusto usare. Ma alla fine ciò che si persegue è l’apparenza. Nulla di più (basta che stia in piedi è il modo comune di definire certa produzione tra colleghi produttori).

chi ne approfitta

Grazie alla crisi questo signore ha creato una potenza economica basata su prodotti sempre più scarsi e sul dare il colpo di grazia ad aziende sull’orlo del fallimento imponendo prezzi normalmente inaccettabili. Oramai i suoi addetti agli acquisti non girano più per le botteghe artigiane. Sono gli artigiani in difficoltà che si recano nella sede di questa ditta.

Sapete come funziona? Vengono accolti da una persona che gli indica il magazzino dove sono stipati tutti i modelli trattati. Su ogni modello c’è un cartello che indica il prezzo a cui questo mercante acquista dal produttore. A chi va in cerca di lavoro viene detto più o meno: “Quelli sono i mobili e quelli sono i prezzi. Scegli pure quale modello fare purché il prezzo sia migliore di quello indicato nel cartello.”

dubbi atroci

Ecco che il Made in Italy si fa come il Made in Cina. L’artigiano strozzato dal prezzo imposto ricorre a materiale scarso o tossico purché economico. Per stare dentro ai costi si avvale di personale non in regola. Non adegua l’ambiente di lavoro alle norme di sicurezza. Le lavorazioni vengono fatte di corsa per non sforare tempi predeterminati e si passa sopra, quindi, a tutti i difetti o imperfezioni che sorgono in fase di lavorazione del legno.

Così vengono prodotti i mobili venduti belli infiocchettati da presentazioni pompose e da spot televisivi.

“Ma guardi che sono made in Italy” mi ha detto.

La risposta immediata, che per fortuna ho trattenuto è stata “Ma guardi che anche in Italia si fanno prodotti di m…”

Ma non finisce qui. La storia di questi prodotti ha dei risvolti veramente ridicoli…

Ci tornerò. Promesso

Franco Ferretto

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Si fa presto a dire “Made in Italy”

prodotti cinesi

Da buon cittadino italiano, ogni qualvolta sento parlare di contraffazioni dei prodotti tipici italiani mi indigno e provo una gran rabbia nei confronti dei malfattori di turno. Personalmente sono convinto che non si fa abbastanza per arginare questo fenomeno che danneggia enormemente il nostro paese.

Un minimo contributo può essere dato da ognuno di noi acquistando italiano anche quando certi cartellini dei prezzi ci fanno l’occhiolino risultando molto invitanti.

Purtroppo, la crisi economica che ci attanaglia da ormai molti mesi ci rende miopi al punto che non riusciamo a vedere più in là del prezzo. Se il nostro sguardo potesse andare oltre, vedremmo, dietro il cartellino del prezzo, situazioni di sfruttamento, di mancanza di sicurezza sul posto di lavoro, minori sfruttati e l’uso di materie prime tra le più scadenti che offre il mercato.

business cinese esentasse

Molto spesso, e non a torto, il prodotto contraffatto viene associato a produttori cinesi per i quali lo sfruttamento di manodopera malpagata e non in regola va di pari passo con l’evasione fiscale pressoché totale. Quando costretti ad avere una partita Iva, perché proprio non ne possono fare a meno, questa viene chiusa nel giro di un anno, massimo uno e mezzo, precludendo ogni controllo da parte della Guardia di Finanza. Ditte che nascono e muoiono senza lasciare traccia e senza lasciare un soldo all’erario, il quale è costretto a spremere con sempre maggiore spietatezza chi, fedele a principi di onestà e rettitudine si vede privato di una fetta sempre più grande del frutto del suo lavoro, fino a quando non ce la fa più.

Un fenomeno di cui sono amaro testimone diretto, in questi ultimi tempi è questo: molte aziende italiane prendono esempio dai cinesi e si comportano allo stesso modo generando situazioni assurde di cui, per esperienza personale, vi dirò nel prossimo post di questo blog.

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Riordiniamo

Chi più chi meno, ognuno è geloso delle proprie cose.

Ogni oggetto ha la propria storia e racconta qualcosa di noi e, per ciascuno di essi, troviamo il posto che ci sembra più adatto per custodirlo.

C’è chi conserva vecchie foto o il diario che scriveva da bambino, e c’è chi come me conserva i libri, che rappresentano una sorta di “reliquia”: non si possono vendere, prestare e tanto meno gettare, così anni e anni di studio hanno portato ad accumulare enormi quantità di libri di ogni dimensione che puntualmente vengono riposti in scatoloni ben sigillati, con tanto di scritta identificativa e, per mancanza di spazio, portati in soffitta.

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Certo starebbero molto meglio in una bella libreria, magari una di quelle in stile realizzate a mano… proprio come quelle firmate Arteferretto. Quale soddisfazione nel vedere una libreria piena e ordinata per sentirsi fieri dei propri libri…
Arteferretto propone librerie in moltissimi modelli, davvero per tutte le esigenze: per l’ufficio, lo studio, il salone… Le possibilità sono davvero tante.

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Per chi non ha molto spazio a disposizione ma non vuole rinunciare ad ordine, stile e funzionalità, i modelli di libreria bassa saranno perfetti. Per aggiungere qualcosa in più, il modello con cassetti vi darà tutta la comodità di cui avete bisogno perché si sa che lo spazio non è mai troppo! Se poi parliamo del modello in stile Luigi Filippo, allora l’eleganza è garantita.

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Ci sono, poi, molti modelli di libreria: interamente a giorno, con due cassetti, con doppio cassetto e due porte… insomma la scelta davvero non manca. Ciascun modello è studiato nel dettaglio per garantire il massimo della praticità e della solidità unita a una bellezza intramontabile. Come nel caso della libreria (201-RB), un modello originale dallo stile unico che, grazie ai preziosi inserti in vera pelle con fregio dorato diventa un mobile di gran classe.

Gli artigiani di Arteferretto sanno bene che, prima di tutto, una libreria deve garantire una stabilità e una robustezza durature; per questo vengono utilizzati solo materiali di prima scelta.

Per chi, invece, ha molto spazio disponibile, i modelli componibili uniscono la necessità di tenere a posto libri e oggetti vari, con il piacere di arredare un’intera parete con un mobile unico in tutti i sensi. Anche se si tratta di modelli composti da più elementi, il montaggio non potrebbe essere più semplice: grazie alle precise istruzioni fornite e al materiale in dotazione, il vostro mobile sarà pronto in pochi minuti. Anche perché, per evitare qualsiasi spiacevole inconveniente, Arteferretto prova il montaggio nel proprio magazzino, assicurandosi che tutto sia perfetto, prima di procedere alla spedizione.216_web

Non ci sono più scuse per non lasciarsi affascinare dai mobili Arteferretto: toccherete con mano la passione per la qualità italiana.

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Libera mente in un mattino d’estate

 

Mi piace svegliarmi la mattina con il sole che entra dalle finestre.

Ci avvolge con il suo luminoso abbraccio, ed è bello stare qui, a gustare il morbido relax del giorno di festa.

Il calore del tuo corpo mette in moto pian piano i miei pensieri, liberi di viaggiare senza meta precisa o traguardi da raggiungere.

Ed è bello riposare lo sguardo sull’armonia luminosa dei nostri mobili Arteferretto.

Mobili Arteferretto

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Chi è il più bello del reame?

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Questa è una domanda praticamente famosa in tutto il mondo e della quale sappiamo già la risposta. Certo che avere ogni giorno la conferma da parte del nostro specchio ci fa bene e ci fa crescere l’autostima.

AA-1040_webUno specchio può essere messo in vari ambienti dell’abitazione, dal bagno, alla camera da letto, al soggiorno. Da solo può arredare anche un’intera parete, e se posizionato nel modo giusto, può correggere qualche problemino della stanza, per esempio dando maggiore luminosità o ampliando gli spazi.

AA-1570_webIn bagno e in camera da letto almeno una specchiera è d’obbligo. In entrata o lungo un corridoio risulta invece utile per dare un’idea di movimento e valorizzare un ambiente che altrimenti è solo di passaggio.

E del soggiorno che dire? Una bella specchiera sopra al divano non può che fare colpo sugli ospiti. Anche una consolle o una credenza possono essere ben accoppiate a uno specchio, ottimizzando tutti gli spazi senza trascurare lo stile e l’eleganza.

Arteferretto offre una grande scelta di specchiere, da quelle più semplici, che si adattano con estrema facilità ai più svariati utilizzi e abbinamenti, a quelle più lavorate che contribuiscono a impreziosire e a valorizzare l’ambiente!

Le forme possono essere le più svariate: quadrate, rettangolari, ovali, lavorate oppure lisce…  la scelta di certo non manca!

6705-red_webPer non parlare poi delle finiture: dalle tinte classiche o laccate di quelle più semplici, alla foglia oro o argento di quelle più elaborate. È possibile, inoltre, scegliere se dare alla cornice un effetto anticato con la patinatura o se lasciarla al massimo della sua lucentezza. La particolare finitura in foglia è quella maggiormente consigliata per dare valore e stile all’oggetto.  Anche chi ama i colori sgargianti come il rosso troverà qualcosa che fa per lui!

Va sottolineato che tutte le specchiere di Arteferretto sono realizzate in legno o in pasta di legno (per le parti sagomate o decorate), nessun altro materiale!  La maggior parte ha lo specchio molato sui bordi, per creare un riflesso particolare ed aggiungere stile e valore alla cornice.

Grazie agli oltre 30 anni di esperienza, Arteferretto sa che, anche in fatto di specchiere, non tutte le esigenze sono uguali e per cercare di rispondere a tutti, offre la possibilità di realizzare su misura molti modelli, laddove la struttura della cornice lo permetta.

Come tutti gli altri mobili che Arteferretto offre, le specchiere sono costruite e poi verniciate a mano da esperti falegnami e lucidatori, che con lavoro certosino e mossi dalla passione, danno vita  a realizzazioni di classe destinate ad essere protagoniste di ogni ambiente.

Immaginatevi ora il vostro soggiorno: un comodo divano, una poltrona a fianco, il tavolino davanti, il caminetto per l’inverno, la televisione, qualche mensola porta oggetti, la foto di famiglia incorniciata, la pianta sul portavasi… cosa manca a completare questo bel quadretto? Una specchiera di Arteferretto! Allora sì che farete invidia a tutti i vostri ospiti.

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Titoli di coda

Veronica Guerin

Veronica Guerin

Mi piace il cinema. Non ho molto tempo per dedicarmi alla visione di qualche bel film, ma quando posso cerco di vedere qualcosa che riesce a darmi un’emozione, a tracciare un segno nella mia memoria, ad aumentare la mia conoscenza.

In queste serate di agosto, nelle quali ci si concede qualche svago in più rispetto il resto dell’anno, nel pieno della notte mi piace immergermi in qualche bel film da gustare senza alcun disturbo.

Se un film mi è piaciuto lo si capisce da alcuni segni inequivocabili. Il più evidente di questi è il fatto che io rimanga, attento ed immobile, a veder scorrere i titoli di coda fino all’ultimo fotogramma.

Io credo che i titoli di coda servano proprio a questo: a propiziare un momento di riflessione sul film appena visto. A tal proposito ho una mia teoria: i titoli di coda hanno un peso e un valore molto diverso a seconda che siano di un film mediocre o che si tratti di un grande film. Credo che i titoli di un film mediocre siano destinati all’indifferenza generale.

Di recente, il film che mi ha tenuto incollato alla visione fino all’ultimo fotogramma dei titoli di coda è stato “Veronica Guerin”. Confesso che non la conoscevo. Prima di questo film non sapevo chi fosse e il fatto che la vicenda narrata sia ispirata a fatti realmente accaduti dà una spinta in più a tutto quanto.

È la storia di una giornalista irlandese che, semplicemente, si è schierata dalla parte del bene.

È schematico e semplicistico. La grande distinzione emerge in ogni cosa: bene o male.

Il coraggio di Veronica Guerin

Non voglio raccontare la trama del film, ma piuttosto agganciarmi al discorso dei titoli di coda per raccontare di come, periodicamente, la nostra azienda sia contattata dai responsabili delle scenografie delle grandi produzioni televisive per la fornitura in comodato d’uso gratuito di un certo numero di mobili per allestire gli ambienti di ripresa.

Nonostante in più di un’occasione una punta d’orgoglio abbia fatto vacillare le mie convinzioni, non ho mai concluso alcun accordo con queste organizzazioni ritenendo iniqua la contropartita:  in pratica, a fronte di un affitto dei mobili per alcuni mesi venivano concesse, a mo’ di pagamento, alcune foto tratte dalle riprese nelle quali sono visibili i mobili insieme agli attori protagonisti più una fugace apparizione sui già citati titoli di coda (il più delle volte sfumati sia su Rai che reti Mediaset).

Dite la verità; quante volte qualcuno di noi resta impressionato dal fatto di leggere sui titoli di coda che i mobili che appaiono in scena sono forniti dalla ditta tal dei tali?

Altre condizioni: trasporto di andata e ritorno a nostro carico (pure).

Non voglio sindacare sull’uso dei budget a disposizione di queste società, ma, sinceramente credo sia passato il tempo in cui certe decisioni aziendali venivano prese per la gloria o per l’orgoglio.

Con buona pace di chi non vedrà i mobili Arteferretto su “Un medico in famiglia stagione 42” o “Un posto al sole stagione 75”

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Italia dei poveri… Povera Italia

È di oggi la notizia che il Pil va sempre peggio. Si parla di recessione.

Qualche giorno fa sono passate in Tv le immagini dei nostri parlamentari che si prendevano a schiaffi e spintoni. Stavano discutendo (discutendo?) sulle riforme istituzionali, per le quali si prevedono lunghi tempi prima di arrivare al dunque.

E intanto? Intanto l’economia va sempre peggio. Nessuno che abbia idee o voglia di fare qualcosa per dare impulso alla situazione economica del paese.

Per non saper né leggere e né scrivere, io dico che la ricchezza e l’agiatezza di un paese non viene dalle chiacchiere ma dal lavoro che produce cose concrete. Le parole e i numeri non danno da mangiare a nessuno, ma c’è troppa gente che invece ci campa.

Per carità, un paese civile ha bisogno di discussioni e confronti per garantire i diritti di tutti, ma…

Un paese civile…

Un paese civile che ha la sua maggior ricchezza nel turismo si può permettere di abbandonare sulla pista di un aeroporto i bagagli di centinaia di turisti che arrivano pieni di entusiasmo nel più bel paese del mondo? Ci fa bene questa pubblicità?

In nome di cosa, poi?

Degli interessi dei lavoratori o di pochi sindacalisti che non conoscono altro modo di sentirsi importanti se non per la gravità dei disagi che riescono a procurare?

E poi, è un paese civile quello che permette ad una università di ospitare il comandante di una nave da crociera naufragata per sua negligenza, affinché tenga una lezione sulla gestione delle situazioni d’emergenza? Bisogna proprio che sia uno che ha sulla coscienza un peso che per molti non sarebbe sostenibile a dire che il principio da seguire in quei momenti di emergenza è il tanto conosciuto “Si salvi chi può?”

In certe situazioni mi vergogno proprio di essere cittadino di questa Italia.

chi lavora e chi no

Un’Italia sempre più popolata di quacquaraquà (da wikipedia: persona particolarmente loquace, ma priva di capacità effettive, per questo ritenuta scarsamente affidabile) che campano sulle spalle di chi lavora e parla poco, di chi è onesto e paga.

Io ho sempre parlato poco e lavorato tanto.

Anche per questo è meglio se mi fermo qui…

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