…è primavera!

Nuove collezioni Primavera Arteferretto:

parole d’ordine cambiamento e innovazione.

 

Le scelte dell’essere umano sono dettate da numerosi fattori: primo fra tutti quello personale, mosso dal desiderio di voler cambiare le cose per stare meglio o per far star meglio chi ci sta attorno. Le scelte possono poi essere individuali oppure collettive, cioè prese di comune accordo fra diverse persone che insieme formano un gruppo: si tratti di un caso o dell’altro c’è sempre qualcosa che le influenza, nel bene o nel male. Quel qualcosa lo si può riconoscere per esempio in un’altra persona, in esigenze di vita che sopraggiungono con i diversi stadi dell’età, nella società in cui si vive, ma anche in fattori esterni incontrollabili come possono essere lo scorrere del tempo o i cambiamenti climatici. Ne deriva che l’evoluzione e il continuo rinnovamento sembrano essere aspetti assolutamente necessari per la sopravvivenza di qualsiasi cosa. Una vita, una persona, un oggetto, statici o indifferenti al cambiamento e all’innovazione potranno forse trasmettere un’emozione immediata, rapida, ma con il passare del tempo destinata ad affievolirsi sempre di più. L’arrivo della bella stagione, che chiude (ci si augura definitivamente) i conti con l’inverno freddo e cupo appena trascorso, è per molti motivo di cambiamento, rinnovamento e innovazione. Arteferretto dal canto suo ha scelto di seguire questo istinto “naturale” proponendo nuove creazioni, e impegnandosi a dare una veste nuova, diversa e rinnovata ai propri prodotti di maggior successo. Pur partendo dal classico mobile in stile, Arteferretto impegna tutte le sue energie per rendere le sue creazioni innovative e sempre al passo con i tempi.

E’ il caso  della finitura “Silver Lux”, magnifica anche la versione dorata “Gold Lux”, che costituisce senza dubbio un valore aggiunto ai solidi e funzionali mobili firmati Arteferretto: la maniacale cura del minimo dettaglio (anche nei posti meno visibili!), la precisione delle sfumature realizzate nei punti giusti, l’aspetto d’insieme curato, pulito, originale e moderno, rappresentano le caratteristiche principali di questa novità assoluta nel campo della lucidatura del mobile. Il risultato è un prodotto di qualità in tutti i sensi, introvabile altrove, e dal “vestito” ad effetto metallico molto accattivante …

Il desiderio è quello di seguire la moda e allo stesso tempo personalizzarla, con una finitura che nulla toglie allo stile classico del mobile ma che al contrario lo valorizza ancora di più. La qualità dei materiali utilizzati e l’abilità degli artigiani con oltre 30 anni di esperienza, permettono di ottenere un risultato veramente sorprendente; una scelta forse un po’ azzardata, ma di certo “azzeccata”!

Seconda, importante ma non ultima, scelta innovativa intrapresa dalla ditta Arteferretto è la collezione denominata “Acquerello”: la scelta stessa del nome non è casuale e deriva dalla particolare armonia di colori che caratterizza questa nuova serie di prodotti. La categoria in questione è quella di Cassettiere, Comò e Comodini in quanto si prestano decisamente meglio all’accostamento di varie tonalità presenti in una tavolozza di colori tenui e delicati. Ne risulta un prodotto molto piacevole alla vista, moderno, nonché di ottima qualità, che riesce a trasmettere l’energia positiva indispensabile per affrontare le giornate più difficili della vita. Ecco la versione colorata e originale delle cassettiere, robuste e al 100% funzionali, firmate da Arteferretto: ideale per bambini, ragazzi e, perché no, anche adulti che desiderano dare un tocco di vitalità alla propria stanza preferita. La qualità del prodotto e delle finiture è quella tipica dei mobili Arteferretto, ai quali è stato aggiunto il materiale ecopelle lavabile che ricopre perfettamente la facciata dei cassetti. Il rapporto qualità prezzo è ancora una volta ottimale; il risultato è di grande effetto ed ha tutte le carte in regola per diventare una collezione si successo!

 

 

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Lo sceicco e lo zar

Dopo il salone del mobile

Voglio esprimere qualche considerazione su quello che ha rappresentato quest’anno il salone del mobile di Milano. Mi limito al solo settore del mobile classico per il quale posso spendere qualche parola con cognizione di causa.

Credo che mai, come quest’anno i quattro padiglioni adibiti al classico si siano uniformati in un’unica tipologia di offerta. Tant’è che molti stand sembravano la semplice copia di tanti altri. Tutti presentavano prodotti particolarmente sfarzosi, con trionfo di foglia d’oro e argento applicata in quantità industriali su ogni elemento d’arredo. Ogni ambiente traboccava di oro, intarsi ed intagli molto elaborati. Tutte cose decisamente pacchiane. A mio giudizio, ovviamente, ma non certo a giudizio dei potenziali e facoltosi acquirenti provenienti dai più ricchi paesi arabi.

Tutta l’offerta del salone 2013 è stata indirizzata a questo mercato. Lo scenario è questo: la domanda riguarda ormai solo questi paesi. In quelli occidentali è crollata drasticamente. La conseguenza logica, quindi, è che l’offerta si adegui alla domanda che arriva dal mercato. Ecco, allora, un’invasione di prodotti per arredare abitazioni e alberghi dall’altissimo livello di lusso.

Il mercato del mobile è spezzato in due. Vi è un’offerta esclusiva, indirizzata principalmente ai mercati arabi e russi, inarrivabile per altri tipi di acquirente e vi è un mercato di prodotti economici, spesso di scarsissima qualità, importati allegramente (nel senso di mancanza di controlli accurati in fatto di qualità e tracciabilità) da paesi emergenti (India, Cina ecc…) destinati ad una clientela che sta facendo i conti con la crisi ma è comunque attenta alla qualità di ciò che si mette in casa. Fare i conti con la crisi non significa mettersi in casa prodotti economici che si scassano dopo un po’ di tempo o che sono verniciati con sostanze non controllate. La miglior cosa da fare è acquistare con oculatezza e attenzione alla qualità.

Noi di “Arteferretto” non inseguiamo sceicchi o zar ma ci sforziamo di offrire un mobile di qualità ad un prezzo onesto a chi desidera arredare la propria casa con prodotti certificati per materiali utilizzati e tipologie di lavorazione eseguite nel rispetto delle regole. I nostri clienti lo sanno: ogni nostro mobile è corredato da una scheda tecnica contenente tutti i dati relativi i materiali impiegati, luogo e data di costruzione e lucidatura.

Uno degli ultimi modelli di Porta Tv firmato Arteferretto

Noi crediamo nel nostro lavoro. Sforniamo continuamente nuovi modelli, facciamo tesoro dei suggerimenti dei nostri clienti, siamo costantemente impegnati nel miglioramento di ogni fase produttiva. Il motto che non dimentichiamo mai è “Al miglioramento non c’è mai fine”.

Anche se non abbiamo sceicchi o zar tra i nostri clienti.

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Sensi e controsensi

Amo la Formula 1. Nonostante tutto amo questo sport. Dico nonostante tutto perché molti aspetti ai questa realtà offendono certi miei principi.

 

 

 

 

 

 

Non mi piace, ad esempio, che il teatrino sia in mano ad un dittatore che tira le fila di tutti i burattini.

Il burattinaio, ovviamente, è Bernie Ecclestone, vecchio volpone e tiranno dalla scorza dura come quella di un coccodrillo. Se penso a qualcuno totalmente venduto, anima e corpo, al dio denaro lo immagino con la faccia di questo piccoletto dal ridicolo caschetto.

Questo personaggio ha, nel corso degli anni, trasformato la Formula 1 in un giocattolo per ricchi capricciosi, portandola in paesi assurdi per il piacere di pochi intimi.

Prendiamo il Gran Premio del Bahrain che si corre in questo week end, ad esempio. Un circuito costruito nel deserto con tribune disseminate lungo il percorso. Tonnellate di collante steso sopra la sabbia vicino alla pista per non farla volare sull’asfalto, qualche pianta di plastica disseminata qua e là giusto per mettere un po’ di verde in aggiunta a quello dell’erba finta a bordo pista nel rettilineo principale. Grandi piazzali di cemento dipinti a colori vivaci per le vie di fuga. 50 gradi di calore in pista.

 

 

 

 

 

 

Nel paese la popolazione soffre per una dura dittatura che reprime ogni forma di protesta con metodi durissimi. Di questo si sa pochissimo in quanto c’è un filtro efficacissimo per tutte le notizie extra sport. L’anno scorso, i componenti dell’unica troupe riuscita ad infiltrasi, del Channel 4 britannico, sono stati terrorizzati, malmenati e arrestati per avere filmato scene di protesta fuori dal circuito della gara.

Ecclestone, con il suo accordo miliardario con la “casa reale” degli al-Khalifa non fa altro che versare nelle tasche del dittatore un mucchio di denaro utilizzato, poi, per la repressione.

Guardate le tribune; ci sono più Stewart che spettatori. Pazzesco. È appropriato parlare di cattedrale nel deserto. E pensare che per far posto nel calendario del Circus a queste gare sono stati sacrificati Gran Premi come quello d’Austria a cui sono legato da ricordi fantastici. Il bel circuito di Zeltweg, in zona collinare con la pista ricca di saliscendi entusiasmanti. Ricordo, nel week end della gara, le nottate passate con gli amici da “portoghese” con il sacco a pelo steso ai piedi di abeti immensi, con gli scoiattoli che passavano vicino al bivacco, e poi, la mattina presto, il mettersi alla ricerca del posto migliore per seguire la corsa.

Quando vai a vedere una corsa, o vai in tribuna o vai in prato. È un modo di dire che è diventato universale. Con l’eccezione del Bahrain: di che prato vogliamo parlare? Meglio parlare di graticola.

Ma per tornare ai bei ricordi legati a Zeltweg, ricordo una spettacolare vittoria di un pilota italiano, il compianto Elio De Angelis che ha tenuto la testa della corsa fino al traguardo per pochi millesimi di secondo sull’inseguitore, un certo Keke Rosberg, padre, guarda caso, del simpatico Nico che parte in pole position nella gara del Bahrein 2013.

Corsi e ricorsi. Sensi e controsensi. Sì, perché la Formula 1 è uno spettacolo coinvolgente con un’attivazione dei sensi molto importante. I controsensi, invece, sono sotto gli occhi di tutti.

Vi chiederete cosa c’entra questo con il mondo del mobile, con Styledesign e Arteferretto. C’entra, e molto. Ve lo spiegherò nel prossimo intervento. Per adesso godiamoci lo spettacolo della pista, senza spostare lo sguardo sulle tribune.

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Fare del bene per stare bene

Se facciamo qualcosa per gli altri, i primi a beneficiarne siamo noi. Potenziamo la nostra autostima, diminuiamo lo stress e allontaniamo le malattie. Con queste premesse saremo anche più longevi.

Questo è il risultato di alcuni approfonditi studi scientifici condotti da ricercatori statunitensi. Queste analisi dicono che c’è uno stretto legame tra benessere psicologico, emozioni positive e sistema immunitario. Dedicarsi agli altri, senza aspettare attimi di fugace felicità, costituisce un tipo di tensione a favore della società che rende più forti. Anche se ciò comporta impegno e fatica, parliamo di uno stress “buono” che non si tramuta in usura e affaticamento e i risultati sono sorprendenti. Tra le tante migliaia di persone testate per diversi anni si è riscontrato che chi fa volontariato ha un indice di mortalità più che dimezzato rispetto a chi non lo fa. (fonte Panorama)

Una giornata tra poveri e bisognosi fa meglio di un soggiorno in una beauty farm.

Un cordiale saluto da Franco Ferretto

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Nuove emozioni

Ci si può emozionare di fronte ad un… mobile?

Sì, è possibile! anche per me, che ho visto migliaia di mobili dalle forme più diverse, dai colori più improbabili, dalle funzioni incredibili, dalle linee più audaci…

Mi è successo vedendo il risultato di una finitura applicata ad un mobile tra le più incredibili immaginabili. La Silver Lux e la Gold Lux, presentate da pochi giorni anche on line, mi hanno davvero tolto il fiato. Uno dei primi pensieri che mi ha toccato è stato: riusciremo a trasmettere ai visitatori del nostro sito l’emozione di questa splendida finitura? Credo che non sarà possibile purtroppo, anche se ci sforzeremo di farlo nel modo più completo con varie fotografie da varie angolature.

La migliore pubblicità sarà quella che ci deriverà, come sempre, dalle testimonianze dei clienti che riusciremo a soddisfare. Sono certo che questa finitura traccerà un nuovo modo di intendere il mobile in stile. Sono mobili che sapranno conquistare l’ammirazione di tantissime persone. Tempo al tempo. Non credo di sbagliarmi.

Un cordiale saluto

Franco Ferretto

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Elogio della gallina…

La gallina non è un animale intelligente… così diceva una vecchia canzona di successo di vari anni fa.

Si dice “Hai un cervello di gallina” per disprezzare o per prendere in giro una persona.

Si dice “ladri di galline” per identificare ladruncoli dalle poche pretese o non tanto esperti.

Eppure, una gallina può essere estremamente importante. Per gli abitanti di un piccolo villaggio africano che conosceremo prossimamente, una gallina costituisce un vero e proprio tesoretto.

Con la collaborazione del mio amico Luca e un po’ di buona volontà da parte di Styledesign, regaleremo tanti piccoli tesoretti ai poveri abitanti di un villaggio africano.

Fra non molto spiegheremo come anche i clienti di Styledesign, senza spendere un euro in più, potranno partecipare a questa lodevole iniziativa.

A presto

Un cordiale saluto da

Franco Ferretto

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Il mio amico Luca (parte seconda)

Forse oggi non si usa più, ma quando frequentavo le scuole elementari, durante le lezioni una delle prove più intriganti era “Il dettato”.

Il maestro, con voce chiara e severa pronunciava frasi di bella forma che nei nostri quaderni di scolaretti assumevano le forme più distorte e devastanti.

Ricordo una lezione sui dittonghi che il mio amico Luca non aveva appreso appieno. Il suo dettato di quel giorno è diventato un “cult”, ne è uscito un “Il caccatore caccava dietro il cespuglio” che in originale era “Il cacciatore cacciava dietro il cespuglio”. Ancora adesso, dopo quarant’anni, in qualche circostanza viene ricordata con un sorriso quella frase.

Da piccolo non invidiavo Luca ma lo ritenevo certamente più fortunato. Ad esempio, lui abitava a due passi dalla scuola materna, in pratica la sua casa ci confinava. Io mi dovevo alzare ogni mattina due ore prima per esserci portato sul palo della bicicletta e affidato a suor Alma, benvoluta da tutti e in particolare dalla mia mamma che poteva così arrivare puntuale al lavoro. Ero uno stakanovista della scuola materna: ero il primo ad arrivare e l’ultimo ad andarsene (qualcuno mi veniva a prendere dopo il lavoro). Credo che tutta questa disponibilità di tempo, in gran parte in solitudine, abbia favorito la mia capacità di riflessione e introspezione. Sì, perché l’imperativo era “fare il bravo”, ovvero starsene buoni senza disturbare. I pochi giochi in dotazione alla scuola non potevano certo essere usati fuori orario. Giocavo, allora, con la fantasia: viaggi e avventure immaginarie che nessuno poteva impedire, ma anche riflessioni e considerazioni (ovviamente commisurate alla mia età di bambino).

Proprio perché amavo l’avventura, uno dei momenti che ricordo con piacere riguarda un pomeriggio in compagnia degli amichetti di scuola a casa di Luca. I suoi genitori lavoravano la lana e, proprio sotto un piano rialzato erano stoccati enormi sacchi di morbida lana. Ah… che tuffi da quel piano rialzato. Che emozione quel breve volo. E poi l’atterraggio sul morbido.

Fantastico!

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Il mio amico Luca (parte prima)

L’amicizia è una cosa che nelle varie fasi della vita di una persona assume diverse sfaccettature.

Si inizia con gli amichetti della scuola materna per proseguire con quelli che caratterizzano la scuola dell’obbligo.

Poi, in molti casi, le strade si dividono, si frequentano scuole diverse e si fanno nuove amicizie. Si inizia ad uscire e si conoscono nuove persone con le quali è possibile stringere un rapporto di amicizia.

Molte volte bastano pochi anni di “non frequentazione” per raffreddare anche grandi (o presunte tali) amicizie. Ecco che il ritrovarsi, magari in occasione delle immancabili feste di classe, si tramuta spesso in un malinconico ripercorrere i tempi andati e nulla più. Anzi, se qualcosa emerge da queste occasioni  si tratta quasi sempre di un confronto con le rispettive posizioni sociali raggiunte e con le immancabili e maligne chiacchiere su chi è stato più sfortunato ed ha mancato la scalata sociale.

Queste situazioni sono, di solito, caratterizzate dal racconto di vacanze e viaggi esclusivi, di frequentazioni di locali rinomati e prestazioni delle proprie auto . la maggior parte delle volte con completa documentazione fotografica. Il dopo cena di queste riunioni di classe si svolge con lo sfoglio di foto che ritraggono persone sconosciute in luoghi esotici. E questo, con l’amicizia, ha poco a che fare.

Ma veniamo al mio amico Luca. Ci conosciamo fin dai tempi della scuola materna e abbiamo fatto le elementari e le medie insieme. Tutto questo all’insegna di una infanzia tranquilla in un tranquillo paese della bassa provincia di Padova. Neanche 3000 abitanti e un’automobile ogni  6 o 7 famiglie.

Luca figlio unico di una famiglia agiata con i genitori titolari di un laboratorio di maglieria, io quarto figlio di una famiglia con padre operaio muratore e madre operaia agricola. Ma quando si è piccoli la differenza sociale non è un fatto prioritario. Certo, io ricordo di aver invidiato i miei coetanei più fortunati di me che potevano indossare capi propri e non quelli dismessi dai fratelli maggiori, o che potevano permettersi di cambiare le scarpe quando si rompevano. La mia infanzia è stata caratterizzata da vestiti dismessi, rattoppati e scarpe aggiustate. Ma, come ripeto, questo era marginale, o forse, proprio questo mi dava la forza per cercare di eccellere nello studio, perché la conoscenza si fa trovare da chi la cerca, al di là della condizione sociale. Sono certo che, negli anni della scuola dell’obbligo, una differenza sostanziale tra me e Luca è stata principalmente la spinta alla voglia di eccellere.

Ma perché voglio raccontare di questo? Per quanto interessante sia la storia di un’amicizia, che attinenza ci può essere in un blog legato ad un negozio di mobili on line?

Beh… ne ha! Tra non molto partirà un’iniziativa che cambierà faccia a Styledesign. Una iniziativa che affonda le sue radici anche e soprattutto nella mia amicizia con Luca.

Lo scopriremo un po’ alla volta, accompagnando questa scoperta ad alcuni aneddoti gustosi riguardanti la mia amicizia con Luca.

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Buon 2013

Un sentito augurio di tante cose belle per questo nuovo anno che si apre con poche promesse di serenità e tante certezze di sacrifici.

Il solito coro di tromboni si alza in occasioni come questa. Tappiamoci gli orecchi, per carità. L’immagine che dovrebbe riempirci di orgoglio è quella di un pugile suonato, sull’orlo del crollo, che però è riuscito ad incassare colpo dopo colpo gli sberloni imposti dai “signori dell’Europa”, ovvero quei pochi furbi che in nome di un alto spirito di comunione si sono arricchiti e rinforzati ai danni degli altri membri. Noi possiamo dimostrare di essere ancora in piedi e pronti ad incassare ancora tutti gli altri sberloni che i grandi d’Europa vorranno imporci.

…bella soddisfazione!

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Un regalo di Natale

Per coloro i quali trasmetteranno un ordine di almeno 300,00 euro regaleremo un abbonamento per un intero anno ad una rivista a scelta tra le migliori presenti in edicola.

Una buona lettura in relax tra le mura di casa, attorniati da bellissimi mobili Arteferretto rappresenta il nostro modo di augurarvi Buone Feste.

Pensiamo che, di questi tempi, essere un po’ coccolati non dispiaccia a nessuno.

…e Styledesign ha il piacere di coccolare i propri clienti.

Un cordiale saluto e tanti auguri da

Franco Ferretto

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